Giappone: senso di esclusione dalla politica internazionale

Pubblicato il 8 marzo 2018 alle 19:30 in Asia Giappone

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L’incontro avvenuto tra la delegazione di Seoul e gli ufficiali nordcoreani a Payongyang il 5 e 6 marzo, unito alla concreta possibilità di un colloquio tra Stati Uniti e Corea del Nord in merito alla denuclearizzazione della penisola, ha agitato il governo del Giappone.

I segni di una possibile attenuazione delle tensioni riguardo alla minaccia nucleare della Corea del Nord sono stati accolti con scetticismo da Tokyo. Il periodo, tuttavia, è complicato per il Paese a causa di una possibile disputa con gli Stati Uniti in merito ai dazi sull’importazione di acciaio e dei difficili legami con la Corea del Sud. Seoul rinfaccia ancora al Giappone la fase di spietata occupazione della penisola tra il 1910 e la fine della seconda guerra mondiale.

“La preoccupazione principale riguarda il fatto che la Corea del Sud potrebbe essersi buttata troppo velocemente sulla proposta di organizzare incontri bilaterali con la Corea del Nord”, ha affermato un ex diplomatico giapponese.

La posizione del primo ministro giapponese, Shinzo Abe, sembra essere debole in questo contesto. “Se la Corea del Nord siederà attorno al tavolo delle trattative con gli Stati Uniti, non avrà alcun interesse nel fare la medesima cosa con il Giappone”, ha sottolineato l’ex diplomatico.

Il Giappone ha mantenuto la sua richiesta di massima pressione nei confronti della Corea del Nord, anche durante la prima fase di apparente distensione iniziata con i Giochi Olimpici Invernali. Fino ad ora, la posizione giapponese è stata appoggiata dagli Stati Uniti.

“Perché il dialogo con la Corea del Nord possa essere efficace, questa deve impegnarsi ad abbandonare irreversibilmente il suo programma nucleare e deve compiere passi concreti verso la denuclearizzazione”, ha affermato il ministro della difesa giapponese, Itsunori Onodera.

Il primo ministro Abe ha identificato la crisi nord coreana come la crisi più difficile che il Giappone abbia dovuto affrontare a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Nonostante la lunga e proficua alleanza del Paese con gli Stati Uniti, si sta diffondendo il timore che l’America possa trovare un accordo con Kim Jong Un per proteggere le sue città da un possibile attacco nucleare, lasciando, tuttavia, il Giappone vulnerabile.

“L’eterno timore del Giappone è di essere tagliato fuori dalle negoziazioni con la Corea del Nord. Se questo dovesse accadere, la special relationship tra Abe e Trump si dimostrerebbe vuota e priva di senso”, ha affermato Brad Glosserman, professore presso la Tama University.

Per rafforzare l’alleanza nel Pacifico e riavviare la cooperazione trilaterale tra Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, il primo ministro Abe ha inviato questa settimana il suo consigliere, Katsuyuki Kawai, a Washington.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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