Cina e Iran siglano un importante accordo infrastrutturale

Pubblicato il 8 marzo 2018 alle 6:10 in Cina Iran

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Il viceministro per le strade e lo sviluppo urbano iraniano, Kheirollah Khademi, ha siglato un accordo dal valore di 700 milioni $ con il presidente di China Machinery Industry Construction Group, Yang Chuanliang, mercoledì 7 marzo.

Il gruppo cinese si impegnerà a costruire una ferrovia lunga 400 km per connettere il porto di Bushehr, il secondo porto dell’Iran in ordine di grandezza, con la città meridionale di Shiraz. L’obiettivo è di completare il “North-South Railway Corridor” per rendere l’Iran il centro privilegiato di trasporto dei beni tra i Paesi del Golfo, il sub-continente indiano, la Russia e l’Asia centrale.

La linea ferroviaria che collegherà Bushehr a Shiraz rientra tra i sette progetti infrastrutturali previsti dal governo di Teheran, per un totale di 2300 km di nuove strade. Le vie di collegamento del Paese sono spesso sconnesse, mal gestite o inesistenti. Da questo deriva l’esigenza iraniana di migliorare il proprio apparato infrastrutturale, godendo anche di cospicui investimenti e prestiti cinesi. Dalla costruzione di nuove vie dovrebbe derivare anche la possibilità di accedere a nuovi mercati e, di conseguenza, di irrobustire l’economia nazionale.

I legami economici tra i due Paesi hanno visto un sensibile aumento a partire dal 2007, in seguito alle numerose pressioni provenienti dagli Stati Uniti e dai partner europei nei confronti del programma nucleare iraniano. Dal 2010, inoltre, la Cina rappresenta il principale partner commerciale dell’Iran, il quale è divenuto meta privilegiata degli investimenti degli imprenditori cinesi. Nel novembre 2016, i due Paesi si sono posti il proposito di raggiungere 600 miliardi $ nello scambio commerciale bilaterale entro 10 anni.

“La Cina sta dominando l’Iran. Tuttavia, il governo di Teheran non vede nessun svantaggio in questa situazione. Entrambi i Paesi stanno progredendo e migliorando”, ha sottolineato Mehdi Taghavi, professore di economia presso l’Università Allameh Tabataba’i a Teheran.

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Alice Barberis

di Redazione

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