Cile: Bachelet propone una nuova Costituzione

Pubblicato il 8 marzo 2018 alle 5:54 in America Latina Cile

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La presidente del Cile, la socialista Michelle Bachelet, che fra tre giorni lascerà la guida del paese al conservatore Sebastián Piñera, ha presentato lo scorso 5 marzo una proposta di nuova Costituzione.

La magna carta in vigore fu approvata nel 1980 per via referendaria, su proposta dell’allora dittatore Augusto Pinochet. Nonostante le numerose riforme che si sono susseguite in epoca democratica, la Costituzione cilena “mantiene intatto lo spirito del generale Pinochet” – secondo quanto affermato dalla presidente.

La mossa di Bachelet è stata da molti interpretata come una scortesia istituzionale nei confronti del presidente eletto, ma la leader socialista si difende: “stiamo governando fino all’ultimo giorno, non vedo cosa ci sia di strano”.

Inoltre, dopo le elezioni del dicembre scorso, quando si recò a visitare Piñera, Bachelet aveva sottolineato come non si fosse trattato solo di una formalità istituzionale, ma di aver informato il presidente eletto della sua intenzione di proporre una nuova costituzione, progetto al quale la presidente stava lavorando.

Al centro della riforma costituzionale, nelle parole della presidente uscente “la dignità, la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà e il rispetto dei diritti umani”. Il testo presentato da Michelle Bachelet, infatti, prevede il diritto all’accesso per tutti all’istruzione e alla sanità, ma anche altri principi come la non discriminazione per motivi politici, sessuali e religiosi e la parità salariale tra uomini e donne.

È prevista anche la riduzione dei poteri della corte costituzionale nella valutazione delle leggi.

Grande novità, inoltre, è l’introduzione nella costituzione della proposta di legge popolare. In caso di sostegno da parte del 5% dei cileni, una proposta popolare sarà presentata al parlamento di Santiago. Sempre nel caso in cui il progetto di costituzione divenga in effetti la nuova Costituzione del Cile.

L’analisi del progetto di nuova legge fondamentale dello stato cilena toccherà comunque alle nuove autorità. Il prossimo 11 marzo oltre al nuovo presidente, entrerà in carica il nuovo parlamento, dove per la prima volta sarà presente una nutrita pattuglia di deputati e senatori del Frente Amplio, la coalizione di sinistra radicale, scontenta delle riforme di Michelle Bachelet.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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