Burkina Faso: arrestati 8 individui legati all’attacco del 2 marzo

Pubblicato il 8 marzo 2018 alle 14:31 in Africa Burkina Faso

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Le autorità del Burkina Faso hanno arrestato 8 individui, tra cui 2 soldati dell’esercito nazionale, sospettati di essere legati all’attacco del 2 marzo, avvenuto nella capitale Ouagadougou contro l’ambasciata e un centro francese, dove sono morte 16 persone, compresi 8 terroristi. L’azione è stata rivendicata dal gruppo Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (JNIM), affiliato ad al-Qaeda e stanziato in Mali.

Secondo gli investigatori, gli attentatori avrebbero ricevuto l’aiuto di complici, riuscendo ad attaccare le forze di sicurezza. Il procuratore Maizan Sereme ha riferito ai giornalisti che un ex soldato e altri due agenti sono stati accusati di aver aiutato i terroristi. Ad avviso delle autorità burkiniane, l’attacco era stato architettato nei minimi dettagli ed è riuscito a causare diverse vittime, motivo per cui l’ipotesi di complici diventa di giorno in giorno più probabile.

L’attacco del 2 marzo ha messo in evidenza la precaria situazione di sicurezza in cui versa l’area del Sahel, della quale fa parte il Burkina Faso, uno degli Stati più poveri al mondo. Il confine settentrionale con il Mali costituisce un territorio propizio per gli scontri tra i gruppi armati, i quali contribuiscono all’instabilità del Paese. Negli ultimi anni, i gruppi terroristici dell’area sono riusciti a conquistare roccaforti sparse nella regione del Sahel, lanciando attacchi in Mali, Burkina Faso, Costa d’Avorio e in Niger. L’attacco precedente in Burkina Faso si era verificato il 13 agosto 2017, quando uomini armati avevano attaccato un ristorante turco della capitale, uccidendo 18 persone e ferendone altre 8. Il 15 gennaio 2016, a soli due giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo governo, presieduto dal premier Paul Kaba Thieba,  alcuni militanti avevano sequestrato un hotel e un bar nel centro di Ouagadougou, causando la morte di 28 persone e il ferimento di altre 56, evidenziando la difficoltà della nuova amministrazione nell’attuare una risposta anti-terrorista efficace. L’assalto era stato rivendicato da al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM).

Il G5 Sahel, il nuovo corpo antiterrorismo, composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso, ha promesso di rafforzare la lotta contro i jihadisti per porre fine definitivamente alla minaccia terroristica nella regione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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