Attacco talebano nella provincia di Kandahar: 4 morti e almeno 3 feriti

Pubblicato il 8 marzo 2018 alle 11:29 in Afghanistan Asia

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Almeno 4 poliziotti sono morti, mentre altri 3 sono stati feriti, in un attacco avvenuto nella provincia di Kandahar, contro il quartier generale della polizia nel distretto di Spin Boldak, la sera di mercoledì 7 marzo. L’assalto è iniziato alle 8:30 di sera locali, quando un’autobomba è esplosa nei pressi della base. Subito dopo, due attentatori hanno fatto irruzione nel compound, attaccando i poliziotti che si trovavano al suo interno, che sono poi riusciti ad ucciderli dopo circa 2 ore e mezzo di combattimenti. Poche ore dopo, i talebani hanno rivendicato l’attacco.

Lo stesso giorno, un attentatore suicida si è fatto esplodere nella città di Jalalabad, nella provincia orientale di Nangharar, uccidendo il capo degli affari religiosi del pellegrinaggio islamico, e ferendo 7 passanti. Tale zona, situata al confine con il Pakistan, è particolarmente instabile e sicura, in quanto pullula di militanti della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva in Afghanistan e nella regione, la quale compie attentati contro le forze di sicurezza locali e straniere, contro i talebani e contro le minoranze sciite dal 2015.

La provincia di Kandahar, situata in prossimità del confine con il Pakistan, viene ripetutamente colpita da attentati da parte dei gruppi armati. L’attacco precedente si era verificato il 22 dicembre 2017, quando un kamikaze a bordo di un’autobomba si era scagliato contro una postazione della polizia presso il distretto di Maiwand, uccidendo 3 persone e ferendone almeno altre 4.

Gli ultimi attacchi si sono verificati in un momento in cui il presidente Ashraf Ghani ha proposto una tregua ai talebani, per porre fine al conflitto che va avanti da quasi 17 anni e riportare la stabilità in Afghanistan. Il 28 febbraio, in occasione dell’inizio del secondo meeting del Kabul Process for Peace and Security Cooperation, il leader afghano ha affermato che, affinché i talebani diventino un gruppo politico ufficiale, dovranno essere inclusi nel processo di pace. Ghani ha così proposto l’istituzione di un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri talebani, insieme all’organizzazione di nuove elezioni che includano i militanti, e che prevedano ad una revisione costituzionale. Per spingere i militanti a scendere a patti, il presidente ha altresì annunciato che il governo di Kabul fornita a tutte le famiglie dei talebani passaporti e visti, e avrebbe rimosso le sanzioni contro i loro leader. L’UNAMA, la missione dell’Onu in Afghanistan, si è detta favorevole a tale proposta.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Sofia Cecinini

di Redazione

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