Afghanistan e Iran uniti contro la minaccia dell’ISIS nella regione

Pubblicato il 8 marzo 2018 alle 8:34 in Afghanistan Iran

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Una delegazione del Ministero della Difesa afghano è in visita ufficiale a Teheran, dove intratterrà colloqui con gli ufficiali iraniani in merito alla lotta contro lo Stato Islamico nella regione. L’obiettivo dell’incontro, in particolare, è quello di rafforzare la cooperazione militare tra Kabul e Teheran per affrontare in maniera più efficace un nemico comune. Il Ministero afghano ha altresì riferito che il ministro della Difesa, Tariq Shah Bahrhami, si recherà in Iran prossimamente.

Affiliati dell’ISIS in Afghanistan emersero per la prima volta nel 2014, prendendo il controllo di remote zone della provincia di Nangarhar. Da subito, attirarono l’attenzione degli Stati Uniti che, all’epoca, avevano ridotto la propria presenza nel Paese asiatico, limitandosi a compiere operazioni antiterrorismo contro i talebani e contro al-Qaeda. Ad oggi, gli ufficiali statunitensi ed afghani non credono che la Khorasan Province, la branca dell’ISIS che opera nella regione, mantenga contatti con i militanti del califfato ancora attivi in Siria e in Iraq ma che, al contrario, i terroristi siano soprattutto legati ai combattenti pakistani.  L’ultimo attacco rivendicato dai militanti della Khorasan Province risale al 29 gennaio, quando l’accademia militare Marshal Fahim Military University di Kabul è stata attaccata da 5 uomini armati, i quali hanno ucciso 11 soldati e ne hanno feriti altri 10. Con le progressive sconfitte dell’ISIS in Siria e in Iraq, sia le forze afghane sia le forze americane hanno aumentato gli sforzi contro i militanti. Da una parte, lo scorso 13 dicembre, l’esercito afghano ha reso noto che avrebbe lanciato un’operazione per arrestare definitivamente la penetrazione dello Stato Islamico all’interno delle province afghane. Dall’altra parte, gli Stati Uniti hanno aumentato significativamente i bombardamenti aerei in Afghanistan per colpire sia i talebani, sia i militanti affiliati allo Stato Islamico.

Il 7 giugno 2017, l’Iran è stato teatro del primo attacco terroristico rivendicato dall’ISIS nel Paese. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa della Repubblica islamica in lingua inglese, Islamic Republic News Agency (IRNA), quella mattina si sono verificati due attentati simultanei a Teheran. Il primo è avvenuto presso il Parlamento iraniano alle 10:15 locali, dove 4 individui, uno dei quali si è fatto saltare in aria, hanno cominciato a sparare, ferendo 3 guardie. Il secondo si è verificato alle 10:30 locali nei pressi del mausoleo dell’imam Khomeini, dove un uomo armato ha aperto il fuoco, mentre una kamikaze si è fatta esplodere. Le vittime sono state in tutto 23, tra cui i 5 attentatori, mentre i feriti 52. Subito dopo l’accaduto, il ministro dell’Interno iraniano, Mohammad Hossein Zolfaghari, ha riferito che gli attentatori si erano introdotti all’interno del Parlamento travestiti da donne. Il 9 giugno 2017, l’ISIS ha rivendicato il doppio attentato attraverso un comunicato pubblicato dall’agenzia di stampa online dei terroristi, Amaq. Lo stesso giorno, le autorità di intelligence iraniane hanno annunciato l’arresto di 41 sospettati legati agli attacchi di Teheran, i quali sono stati scovati all’interno di nascondigli sparsi in tutto il Paese. 

Il 30 gennaio, la guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Seyed Ali Khamenei, si è scagliato contro gli Stati Uniti, accusandoli di voler far rinascere l’ISIS in Afghanistan. Stando alle affermazioni della guida suprema dell’Iran, i recenti attacchi terroristici che hanno colpito l’Afghanistan sarebbero una prova dell’inizio di tale piano americano. In particolare, nel suo discorso, l’Ayatollah Khamenei ha sottolineato che il governo di Washington si cela dietro la nascita dell’ISIS nella regione e ha affermato che, facendo risorgere l’ISIS in Afghanistan, gli Stati Uniti mirerebbero a “legittimare la loro presenza nella regione e a garantire la sicurezza del regime sionista di Israele”. Di conseguenza, a suo avviso, gli Stati Uniti sarebbero il principale fattore di instabilità in Afghanistan.

Occorre ricordare che, il 21 agosto 2017, il presidente americano ha annunciato una nuova strategia in Afghanistan e nella regione per eliminare definitivamente la minaccia terroristica e riportare la stabilità nel Paese asiatico.

Dopo un periodo di tensione, dovuto a presunti contatti tra Teheran ed i talebani riportati dai media, i rapporti tra l’Afghanistan e l’Iran sono migliorati da quando il ministro degli esteri iraniano, Javad Zarif, il 9 maggio 2017, si è recato in visita ufficiale a Kabul per rilanciare le relazioni, soprattutto nell’ambito della sicurezza. Nel corso dell’anno passato, i due Stati hanno cercato di sviluppare ulteriormente le proprie relazioni strategiche, colloquiando su questioni economiche, di sicurezza, delle risorse naturali, dell’ambiente e dei rifugiati. Dopo diversi incontri, Teheran e Kabul hanno concordato di stabilire 5 comitati in cinque intervalli di tempo, per applicare i principi strategici stabiliti, da trasformare in norme ufficiali di entrambi i Paesi. Tale avvicinamento prevede che, mentre le compagnie iraniane offriranno servizi tecnici e di ingegneria, Kabul potrà sfruttare l’accesso al mare dell’Iran.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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