Tillerson inizia tour in Africa: USA doneranno 533 milioni di dollari in aiuti umanitari

Pubblicato il 7 marzo 2018 alle 13:31 in Africa USA e Canada

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Gli Stati Uniti doneranno aiuti umanitari del valore di 533 milioni di dollari alle vittime dei conflitti e della siccità in Etiopia, Somalia, Sud Sudan e nei Paesi dell’Africa occidentale e centrale che confinano con il Lago Ciad.

L’annuncio è stato effettuato dal segretario di Stato americano, Rex Tillerson, poco prima della partenza per un tour africano di una settimana, iniziato ufficialmente martedì 6 marzo, durante il quale il segretario di Stato affronterà temi legati alla sicurezza, come la lotta al terrorismo, la promozione degli investimenti e l’instaurazione di una buona governance. Secondo quanto riportato dal comunicato del Dipartimento di Stato, con la nuova donazione, gli USA mirano a fornire assistenza alle popolazioni più vulnerabili in termini di cibo, acqua, assistenza medica, programmi di igiene e trattamenti per evitare la diffusione delle malattie. I 533 milioni dollari verranno suddivisi in quattro tranche. Circa 184 milioni saranno donati al Sud Sudan, dove anni di conflitto hanno portato a una grave crisi umanitaria; più di 110 all’Etiopia, dove la siccità ha peggiorato le condizioni della popolazione; più di 110 alla Somalia, dove la violenza sta avendo un impatto negativo sulla situazione umanitaria del Paese e, infine, più di 128 milioni alle popolazioni bisognose della Nigeria e ai Paesi confinanti, affetti allo stesso modo da violenza e condizioni precarie. Tale donazione conferma gli Stati Uniti come principale donatore di aiuti umanitari diretti alle crisi dell’Africa. Dall’inizio dell’anno fiscale 2017, Washington ha donato complessivamente 3 miliardi di dollari. Il comunicato si conclude riferendo che l’assistenza americana sta aiutando tali Paesi a migliorare le condizioni delle persone più bisognose, tuttavia, è compito dei leader africani impegnarsi a fermare le violenze e di mettere il benessere dei cittadini in cima alle priorità.

Il quotidiano Africa News riporta che il tour di Tillerson in Africa può essere considerato anche un tentativo per contrastare l’influenza cinese nel continente. Prima di partire, il segretario di Stato ha accusato Pechino di “incoraggiare la dipendenza del continente” con il suo approccio basato su “pratiche di prestito predatorie”. Al contrario, l’approccio americano, ha spiegato Tillerson, mira a “incentivare un buon governo”, che mira all’indipendenza graduale dei Paesi africani dagli aiuti esterni. “Gli investimenti cinesi non hanno il potere di risolvere il gap delle infrastrutture africane, ma servono solo a accrescere il debito che, unito alla pressione fiscale e politica, rischia di mettere a rischio le risorse naturali del continente e la sua stabilità”, ha aggiunto il segretario di Stato. Occorre ricordare che, dal 2009, la Cina è divenuta il principale partner commerciale dell’Africa, sorpassando gli Stati Uniti. Il Council on Foreign Relations spiega che il 15/16% delle esportazioni dall’Africa sub-sahariana sono destinate a Pechino, mentre tra il 14% e il 21% delle importazioni nella regione provengono dalla Cina.

Il viaggio di Tillerson avviene a circa due mesi di distanza dalle dichiarazioni offensive rilasciate dal presidente Trump nei confronti degli immigrati africani. Nel corso di un meeting nell’Ufficio Ovale, l’11 gennaio, Trump aveva chiesto membri del Congresso presenti perché Washington doveva accettare migranti provenienti da “Paesi cesso”, riferendosi agli Stati africani, a El Salvador e a Haiti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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