Malesia: ratifica rimandata per il nuovo TPP

Pubblicato il 7 marzo 2018 alle 6:10 in Asia Malesia

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Il governo della Malesia non sarà tra i primi a ratificare, all’inizio del 2019, il nuovo Trans Pacific Partnership. A seguito della decisione americana di ritirarsi dall’accordo, presa dal presidente Donald Trump attraverso un ordine esecutivo il 23 gennaio 2017, questo è stato ribattezzato dai rimanenti 11 paesi Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP).

L’obiettivo principale dell’accordo di libero scambio rimane quello di eliminare i dazi doganali sui prodotti agricoli, industriali e sanitari dei Paesi che ne faranno parte per migliorare l’accesso ai mercati e aumentare le possibilità di investimento nell’area.

Per poter ratificare il CPTPP, il governo malese, entro la fine del 2018, dovrebbe modificare 19 leggi riguardanti principalmente i temi del lavoro, dell’amministrazione e dell’ambiente. “Dobbiamo modificare 19 leggi e, fino ad ora, siamo riusciti a rettificarne solo una”, ha sottolineato Mustapa Mohamed, ministro malese del commercio internazionale e dell’industria.

Il 24 giugno l’attuale parlamento malese terminerà il suo mandato ed entro 60 giorni dovranno tenersi le quattordicesime elezioni generali. L’elezione di un nuovo governo a metà anno contribuirà a rendere più difficile la modifica delle leggi richieste per la ratifica dell’accordo.

“Speriamo l’anno prossimo di poter essere parte del CPTPP. In caso contrario, non potremo godere dei vantaggi promessi dalla sua ratifica”, ha affermato il ministro Mustapa.

Il 23 gennaio i Paesi che intendono far parte dell’accordo hanno approvato le modifiche necessarie e il 21 febbraio è stato pubblicato il testo completo del CPTPP. La firma dell’accordo è prevista per giovedì 8 marzo in Cile mentre la sua entrata in vigore è conseguente alla ratifica, all’inizio del 2019, da parte di almeno 6 Paesi.

Attualmente, gli Stati intenzionati a farne parte sono Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. Le loro economie rappresentano circa il 13% del Pil mondiale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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