L’Iran ha triplicato la produzione di missili

Pubblicato il 7 marzo 2018 alle 17:21 in Iran Medio Oriente

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L’Iran ha triplicato la produzione di missili, nonostante l’opposizione dei “nemici”, secondo quanto riferito dal comandante delle Forze aeree del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniano, il brigadier generale Amir Ali Hajizadeh.

Mercoledì 7 marzo, in occasione di una conferenza che si è tenuta a Teheran, il comandante ha dichiarato: “Il governo iraniano e il Parlamento sono uniti nella difesa della potenza missilistica, con particolare riferimento ai missili terra-terra. La nostra produzione è triplicata rispetto al passato”. Durante il discorso, Hajizadeh si è detto sorpreso del fatto che gli americani, che continuerebbero a potenziare il loro arsenale atomico con il pretesto di difendersi, pretendano che l’Iran non abbia missili.

Le dichiarazioni del comandante iraniano sono giunte dopo la conclusione della visita di stato del ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, in Iran, iniziata lunedì 5 marzo, durante la quale Parigi e Teheran hanno discusso il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l’accordo sul nucleare, e il ruolo dell’Iran nel conflitto siriano. In questa occasione, il vice capo di Stato Maggiore e portavoce delle Forze armate iraniane, il brigadier generale, Massoud Jazzayeri, aveva ribadito che Teheran sarebbe stato contrario alla possibilità di discutere il programma missilistico con gli Stati esteri e che avrebbe proseguito nello sviluppo della difesa. In tal senso, Jazzayeri aveva dichiarato: “Il miglioramento del potere di difesa del Paese continuerà senza interruzioni e gli stranieri non sono autorizzati a interferire in questo campo” e aveva aggiunto: “Nessuno è autorizzato a discutere e negoziare con gli stranieri il potere missilistico e di difesa nazionale”.

Da parte sua, il ministro degli Esteri francese si era recato a Teheran per ribadire il sostegno dell’Europa nei confronti dell’accordo sul nucleare ed esprimere la preoccupazione nei confronti del programma missilistico iraniano e del ruolo del Paese mediorientale nella guerra civile siriana. La Francia ha più volte affermato di voler preservare il patto, nonostante il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avesse minacciato di ritirarsi dall’accordo, ma di essere anche preoccupata per il programma missilistico di Teheran. Trump aveva fissato il 12 maggio come termine ultimo entro il quale i Paesi europei che avevano aderito all’accordo avrebbero potuto modificare le condizioni del patto. Se non vi fossero riusciti entro tale data, gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dall’accordo.

In merito alla questione, Jazzayeri aveva affermato che tale situazione, nella quale le potenze mondiali minaccerebbero l’Iran o commetterebbero crimini di guerra, le Forze armate iraniane dovrebbero sviluppare le loro capacità di difesa in tutti i campi, compreso quello missilistico. Qualche giorno prima della visita di stato del ministro francese, sabato 3 marzo, il vice capo di Stato Maggiore iraniano aveva annunciato che Teheran sarebbe stato disposto a negoziare con Washington e gli Stati europei soltanto se questi avessero distrutto le loro testate nucleari e i missili a lungo raggio.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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