La reazione degli USA all’incontro tra delegazione sudcoreana e Kim Jong-un

Pubblicato il 7 marzo 2018 alle 16:18 in USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno risposto con cauto ottimismo alle dichiarazioni della Corea del Nord, la quale si è detta disposta a sospendere le attività missilistiche e nucleari fino a quando saranno in corso i colloqui con la Corea del Sud e, eventualmente, con Washington.

Gli ufficiali sudcoreani hanno reso noto che, il 5 e il 6 marzo, a margine dell’incontro tra la delegazione di Seoul e gli ufficiali nordcoreani, a Payongyang, Kim Jong-un ha accettato di colloquiare con gli Stati Uniti in merito alla denuclearizzazione della penisola coreana, ed ha concordato un altro meeting con la Corea del Sud, previsto per la fine di aprile, con l’intenzione di riconciliare le due Coree e porre fini alla crisi nella penisola coreana e alle tensioni con gli USA.

Per tutta risposta, il presidente Donald Trump ha affermato che, a suo avviso, la Corea del Nord sia sincera, soprattutto perché è schiacciata dalle sanzioni che gli USA hanno imposto nel corso dei mesi per esercitare pressione. “Spero che sia positivo e che tutto ciò porti a un risultato soddisfacente”, ha commentato il leader americano. Al momento, la Corea del Nord non ha ancora confermato la versione dei fatti diffusa dalla Corea del Sud, riferendo di aver concluso un accordo soddisfacente con le controparti di Seoul. Il comunicato ufficiale rilasciato dal vice presidente americano, Mike Pence, ha assunto un tono positivo ma più fermo rispetto a Trump, riferendo che qualsiasi direzione prenderanno i dialoghi con la Corea del Nord, gli Stati Uniti rimarranno coerenti alla propria posizione, continuando ad esercitare la massima pressione affinché Pyongyang non interrompa il programma nucleare e missilistico. “Tutte le opzioni rimangono possibili, ma la decisione di Washington non cambierà fino a che il regime nordcoreano non dimostrerà in modo credibile, verificabile e concreto di voler abbracciare la strada della de-nuclearizzazione”, ha concluso Pence.

Un ufficiale americano ha riferito al Washington Post che i parametri dei futuri dialoghi sono ancora sconosciuti, ma è possibile che vengano svelati nel corso di questa settimana, durante la quale funzionari sudcoreani dovrebbero recarsi a Washington per colloquiare in merito alla questione. Alcuni analisti e funzionari dell’amministrazione hanno assunto posizioni più scettiche. Il direttore dell’intelligence nazionale, Daniel Coats, ad esempio, ha riferito al Comitato delle Forze Armate del Senato di dubitare fortemente che ci sarà una tregua. Allo stesso modo, Abraham Denkamr, direttore dell’Asia Program presso il Woodrow Wilson International Center for Scholars ed ex ufficiale del Pentagono, ha affermato che, a suo avviso, è necessario essere cauti perché la situazione rimane incerta.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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