Stoltenberg: le truppe della NATO rimarranno in Iraq

Pubblicato il 6 marzo 2018 alle 12:32 in Iraq NATO

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Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenber, ha annunciato che le truppe dell’alleanza atlantica rimarranno in Iraq, come richiesto dl governo di Baghdad. “Siamo qui perché le autorità irachene vogliono che rimaniamo. Non ci tratteremo senza permesso o senza una richiesta ufficiale”, ha spiegato Stoltenberg nel corso della visita in Iraq presso la base di Besmaya, iniziata lunedì 5 marzo. Il segretario generale ha aggiunto che le truppe della NATO non rimarranno oltre il tempo necessario all’addestramento dei soldati iracheni, e fino a quando l’ISIS non sarà completamente eliminato dal territorio.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate a pochi giorni di distanza dalla richiesta rivolta dal Parlamento al governo iracheno di fissare una data entro la quale le truppe straniere, stanziate in Iraq per combattere i militanti dello Stato Islamico, si ritirino dal territorio. “Il Parlamento esprime la sua gratitudine a tutti i Paesi che hanno supportato l’Iraq nella lotta contro l’ISIS e chiede al governo di stabilire una data per il loro ritiro”, recita un comunicato ufficiale. Il 9 dicembre 2017, il premier Haider al-Abadi ha proclamato la sconfitta militare dello Stato Islamico nel Paese, dopo circa 3 anni di occupazione da parte dei terroristi. In seguito alla riconquista del territorio da parte delle forze di sicurezza irachene, il numero degli attacchi è diminuito in maniera significativa ma, nonostante ciò, gli analisti temono che i combattenti dell’ISIS rimanenti possano riuscire a organizzarsi e a colpire nuovamente il Paese.

In occasione della visita ufficiale in Iraq, Stoltenberg ha incontrato Abadi, con il quale ha concordato che le truppe dell’alleanza atlantica rimarranno ancora in Iraq per assistere le forze di sicurezza irachene. “Tutti e 29 gli alleati vogliono che la NATO ricopra un ruolo maggiore nella lotta contro il terrorismo, poiché è una minaccia che riguarda tutti noi”, ha spiegato il segretario generale, il quale ha lodato la trasformazione effettuata dall’esercito iracheno dal 2014 a oggi.

Il 14 e il 15 febbraio, durante il summit dei ministri della Difesa dell’alleanza atlantica, tenutosi a Bruxelles, la NATO ha annunciato l’organizzazione di una missione di addestramento militare in Iraq per proteggere la stabilità del Medio Oriente. Nell’occasione, Stoltenberg aveva precisato che la NATO non intendeva instaurare una presenza fissa in Iraq e che non aveva la minima intenzione di pianificare una missione di combattimento. In passato, l’alleanza atlantica ha effettuato operazioni di addestramento nel Paese mediorientale, ma in modo meno permanente. L’obiettivo della nuova iniziativa è quello di dare un contributo più sostanziale alle truppe irachene per costruire una difesa più efficace. Volendo ricoprire un ruolo più determinante nella lotta al terrorismo, è probabile che la NATO si concentrerà sul contrasto degli attentati e sulla gestione delle truppe.

Dal 2004 al dicembre 2011, la NATO era stata presente in Iraq con la Trainign Mission (NTM-I) per assistere e supportare l’esercito di Baghdad. L’impossibilità di raggiungere un accordo circa lo status legale delle truppe dell’alleanza atlantica in Iraq aveva fatto sì che, allo scadere del mandato, la NATO avesse dovuto ritirare i propri ufficiali. Successivamente, su richiesta del governo iracheno, nel luglio 2015 l’alleanza atlantica ha concordato un pacchetto di misure difensive per assistere le forze irachene in una serie di aree prioritarie, come il contrasto agli ordigni esplosivi, una riforma del settore della sicurezza e l’organizzazione militare. Di conseguenza, dall’inizio del 2016, le squadre di sicurezza della NATO hanno iniziato a recarsi in Iraq per condurre work-shop e meeting di alto livello con gli ufficiali di Baghdad. Per di più, dall’aprile 2016, le truppe della NATO hanno iniziato ad addestrare 350 soldati iracheni in Giordania. Nel luglio dello stesso anno, le forze dei membri dell’alleanza atlantica hanno concordato di addestrare e fornire assistenza alle forze di Baghdad entro i territori iracheni, inaugurando tali attività ufficialmente nel gennaio 2017.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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