Francia – Iran: l’accordo sul nucleare e il programma missilistico

Pubblicato il 6 marzo 2018 alle 6:02 in Francia Iran

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Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, si è recato in visita di stato a Teheran per incontrare il suo omologo, Mohammad Javad Zarif, e il presidente iraniano, Hassan Rouhani. All’ordine del giorno vi erano la questione del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l’accordo sul nucleare, e il ruolo dell’Iran nel conflitto siriano.

Il ministro degli Esteri francese è giunto a Teheran lunedì 5 marzo per ribadire il sostegno dell’Europa nei confronti dell’accordo sul nucleare ed esprimere la preoccupazione nei confronti del programma missilistico iraniano e del ruolo del Paese mediorientale nella guerra civile siriana. L’arrivo di Le Drian in Iran è stato accolto da numerose proteste. In questo contesto, alcuni gruppi di manifestanti hanno mostrato cartelli con la scritta “l’Iran non è la Libia”, in riferimento al ruolo che ha svolto la Francia nei bombardamenti della NATO che hanno portato alla caduta del regime del colonnello Muammar Gheddafi, nell’ottobre 2011.

Il 14 luglio 2015, Teheran aveva firmato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) con i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina, più la Germania. Si tratta di un patto che prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Il 13 ottobre 2017, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato la de-certificazione dell’accordo nucleare, dopo aver accusato l’Iran di non aver rispettato lo “spirito” del patto. Il 12 gennaio, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva deciso di estendere la sospensione delle sanzioni contro l’Iran “per l’ultima volta”.

Per tutta risposta, il 20 ottobre 2017, in occasione del primo discorso dopo la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di de-certificare l’accordo sul nucleare, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, aveva annunciato che Teheran avrebbe continuato a produrre missili per scopi difensivi, dal momento che ciò non sarebbe stato in contrasto con il diritto internazionale, né avrebbe costituito una violazione degli accordi internazionali. In questo contesto, l’11 febbraio, l’Iran aveva svelato due nuovi missili balistici, Qadr H e Fajr 5, in grado di trasportare testate e con un raggio sufficiente per raggiungere Israele o le basi americane nel Golfo.

Durante l’incontro tra i due ministri degli Esteri, Zarif ha esortato l’Europa a svolgere un “ruolo maggiormente costruttivo”, mirato a preservare l’accordo sul nucleare. La Francia, da parte sua, ha più volte affermato di voler preservare il patto, nonostante il presidente degli Stati Uniti abbia minacciato di ritirarsi dall’accordo, ma di essere anche preoccupata per il programma missilistico di Teheran. A proposito della questione, il ministro francese ha dichiarato: “Vogliamo preservare l’accordo sul nucleare perché funziona e perché gli iraniani lo rispettano”. Trump aveva fissato il 12 maggio come termine ultimo entro il quale i Paesi europei che avevano aderito all’accordo avrebbero potuto modificare le condizioni del patto. Se non vi fossero riusciti entro tale data, gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dall’accordo. In questo senso, fonti diplomatiche francesi hanno dichiarato: “Non saremo gli inviati di Donald Trump o gli avvocati difensori dell’Iran. Abbiamo le nostre preoccupazioni e parleremo alle diverse sensibilità del sistema iraniano per esprimere il nostro punto di vista”. 

In questo contesto, Parigi ha chiesto all’Iran di rispondere alle preoccupazioni europee in merito al suo programma missilistico e Teheran ha sottolineato che il programma “è in linea con la politica di difesa nazionale e non costituisce una minaccia per nessun Paese”. Domenica 4 marzo, il giorno precedente all’arrivo di Le Drian a Teheran, anche il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qassemi, aveva dichiarato che le preoccupazioni della Francia circa il programma missilistico iraniano sarebbero state “errate” e che il Paese avrebbe continuato a svilupparlo.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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