Egitto: snodo nordcoreano per le armi?

Pubblicato il 6 marzo 2018 alle 16:42 in Corea del Nord Egitto

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L’Egitto costituirebbe un punto di trasbordo per le armi provenienti dalla Corea del Nord e dirette nel Nord Africa e in Medio Oriente, secondo un report che verrà diffuso dalle Nazioni Unite entro la fine di marzo.

Il rapporto dell’ONU si concentrerebbe sul caso di una nave cargo nordcoreana che era stata intercettata al largo delle coste egiziane nel 2016. L’imbarcazione trasportava 30.000 lanciarazzi, per un valore di 18,84 milioni di sterline, nascosti sotto un carico di minerali ferrosi. Stando alle informazioni presenti nel documento, le armi sarebbero state destinate all’Organizzazione araba per l’industrializzazione, un’organizzazione militare, fondata nel 1975 da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, che si occupa di supervisionare lo sviluppo della difesa. L’ente ha sede nel Paese nordafricano ed è supervisionata dal presidente dell’Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi.

L’Egitto verrebbe accusato di aver permesso all’ambasciata della Corea del Nord al Cairo di fungere da showroom per le armi a prezzi ridotti, al fine di attirare eventuali compratori in tutta la regione, secondo quanto riferito da funzionari americani e delle Nazioni Unite.

In merito all’episodio dell’imbarcazione nordcoreana intercettata nelle acque egiziane, il Cairo avrebbe reagito soltanto dopo che gli Stati Uniti avevano reso noto al Cairo di essere impegnati nel tracciare la rotta della nave cargo nordcoreana, che avrebbe violato le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. In seguito a tale episodio, gli aiuti militari americani all’Egitto, che si aggiravano intorno ai 291 milioni di dollari, erano stati congelati e Washington aveva chiesto all’Egitto di tagliare i rapporti con Pyongyang.

Interrogato in merito alla questione, la scorsa settimana, l’Egitto avrebbe negato di aver violato le sanzioni internazionali e avrebbe dichiarato: “Le autorità egiziane hanno adottato tutte le misure necessarie in relazione all’imbarcazione della Corea del Nord in modo trasparente e sotto la supervisione dei funzionari delle Nazioni Unite”, secondo il quotidiano americano New York Times.

L’incidente ha messo in luce il ruolo dell’Egitto nella vendita di armi provenienti dalla Corea del Nord nel mercato internazionale, cosa che è stata vietata dalle Nazioni Unite. Nonostante il Cairo abbia affermato di non avere più legami economici e militari con Pyongyang, esiste il sospetto che la Corea del Nord stia continuando a fornire tecnologia e parti di missili balistici all’Egitto e il documento delle Nazioni Unite potrebbe rivelare ulteriori dettagli in merito alla questione.

Recentemente, la Corea del Nord era stata accusata anche di armare il governo siriano. Secondo un report sul Paese asiatico, elaborato da un gruppo di esperti delle Nazioni Unite, Pyongyang starebbe fornendo alla Siria materiale che potrebbe essere stato utilizzato per produrre armi chimiche. Stando alle informazioni riferite da un diplomatico, che ha preferito rimanere anonimo, la Corea del Nord avrebbe inviato in Siria piastrelle resistenti all’acido, valvole e termometri, materiale che potrebbe essere stato utilizzato per fabbricare armi chimiche. Oltre a ciò, alcuni esperti in materia di missili, provenienti da Pyongyang, si sarebbero recati in Siria nel 2016 e nel 2017, dopo l’arrivo del materiale, e alcuni scienziati starebbero ancora lavorando nelle strutture che si occupano di armi chimiche e missili a Barzeh, Adra e Hama. Tali accuse sono state respinte da un portavoce dell’Istituto di ricerca di studi americani del Ministero degli Esteri nordcoreano, il quale, giovedì 1 marzo, aveva dichiarato che Washington avrebbe diffuso “informazioni senza senso”.

Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, i funzionari dell’ambasciata della Corea del Nord utilizzerebbero la copertura  diplomatica per realizzare accordi sulla vendita di armi nei Paesi dell’Africa e del Medio Oriente.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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