Arabia Saudita – Israele: verso il miglioramento dei rapporti

Pubblicato il 6 marzo 2018 alle 18:23 in Arabia Saudita Israele

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L’Arabia Saudita permetterà ai voli della compagnia aerea di bandiera indiana Air India di utilizzare il suo spazio aereo per raggiungere Israele. Si tratterebbe di un miglioramento dei rapporti tra i due Paesi, secondo quanto riferito dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Riad non ha ancora confermato ufficialmente la notizia.

Martedì 6 marzo, mentre si trovava a Washington, il premier israeliano ha dichiarato: “Air India ha firmato un accordo oggi per viaggiare verso Israele passando attraverso l’Arabia Saudita”. La nuova rotta Israele-India era stata annunciata dal primo ministro indiano, Narendra Modi, durante la sua visita in Israele, che si era tenuta il 4 luglio 2017. La possibilità che la rotta avrebbe potuto passare attraverso i cieli sauditi sarebbe stata fatta balenare da Netanyahu in occasione della sua visita di stato a New Delhi, che si era svolta tra il 24 e il 19 gennaio. In tal modo, i tempi di volo sarebbero stati ridotti di circa due ore. Da parte sua, martedì 6 marzo, la compagnia Air India ha riferito di aver avanzato tale richiesta, ma che l’autorità di controllo non avrebbe ancora dato il via libera.

Fino ad ora, la compagnia aerea di bandiera israeliana El Al era l’unica a offrire voli diretti che collegano Tel Aviv a Mumbai. La rotta che collega i due Paesi è sempre passata dal mar Rosso, per non attraversare lo spazio aereo saudita, rispettando il divieto imposto da Riad.

La risposta positiva dell’Arabia Saudita sarebbe un segnale del miglioramento dei rapporti tra Riad e Israele. Al momento, i due Paesi non hanno relazioni diplomatiche, tuttavia, recentemente, si è assistito a un disgelo dei rapporti. Il 16 novembre 2017, durante un’intervista con il quotidiano saudita Elaph, il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, il generale Gadi Eisenkot, aveva dichiarato che Israele sarebbe stato pronto a collaborare con l’Arabia Saudita per affrontare i piani dell’Iran “di controllare il Medio Oriente”. Secondo quanto riferito dal generale iraniano, l’espansione dell’influenza iraniana in Medio Oriente costituirebbe un motivo di preoccupazione sia per Israele sia per l’Arabia Saudita.

A gennaio, il quotidiano israeliano Jerusalem Post aveva riferito che l’Arabia Saudita avrebbe avuto intenzione di comprare il sistema di difesa israeliano Iron Dome, per difendersi dagli attacchi missilistici condotti dagli Houthi contro il proprio territorio nazionale.

Israele e Arabia Saudita considerano l’Iran come la principale minaccia in Medio Oriente. Le crescenti tensioni tra Riad e Teheran avrebbero spinto la monarchia saudita e Israele a rafforzare la loro cooperazione per affrontare il nemico comune. Il 7 novembre 2017, l’Arabia Saudita aveva accusato l’Iran di “aggressione militare diretta” contro il proprio territorio nazionale, in seguito al lancio di un missile da parte degli Houthi contro Riad, avvenuto il 5 novembre. Riad ritiene che Teheran si celi dietro il rifornimento delle armi ai ribelli yemeniti, tra cui i missili balistici che gli Houthi utilizzano per colpire il territorio saudita. L’Iran ha sempre respinto le accuse dell’Arabia Saudita, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti giungerebbero in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen.

Da parte sua, Israele è molto preoccupato per l’alleanza tra Damasco e Teheran e teme che l’Iran stia trasformando la Siria in una fortezza miliare, come parte di un più ampio piano mirato a cancellare il proprio Stato, secondo quanto affermato dal Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il 28 agosto 2017 a Tel Aviv, in occasione di un incontro con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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