Afghanistan: il presidente Ghani vuole creare una nuova forza territoriale

Pubblicato il 6 marzo 2018 alle 17:32 in Afghanistan Asia

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Il Ministero della Difesa afghano ha annunciato che il presidente Ashraf Ghani vuole formare una nuova armata territoriale formata da 36.000 soldati che verranno reclutati in tre diverse fasi. La notizia è stata resa nota dal quotidiano afghano, TOLO News, il qualche riferisce che gli ufficiali militari dell’esercito di Kabul hanno sollevato alcuni dubbi in merito al reclutamento e alla gestione della nuova forza.

La Afghan National Army, l’esercito nazionale, attualmente, è formato da 190.000 soldati, impegnati nel contrasto dei gruppi di insorti in tutto il territorio del Paese. Ad avviso del presidente, il nuovo organo sarebbe simile alla Polizia locale, la quale è stata istituita nel 2010 e ricade sotto il controllo del Ministero dell’Interno. L’esperto militare Mirza Mohammad Yarmand ha riferito di essere preoccupato in merito al tipo di persone che verranno scelte per formare la nuova forza. “Il problema è il tipo di persone che verranno armate, inoltre, tale piano non è nell’interesse del popolo afghano, ma servirà soltanto ai politici, ai membri del Palamento, che considereranno i nuovi soldati al loro servizio”, ha spiegato l’esperto.

Per tutta risposta, il portavoce del Ministero della Difesa, Dawlat Waziri, ha spiegato che i membri dell’esercito territoriale verranno scelti tra ex soldati, e la loro gestione verrà lasciata all’esercito nazionale. “Un ufficiale della Afghan National Army verrà assunto come loro comandante a tempo determinato, poi sarà il Ministero a decidere le tempistiche esatte”, ha aggiunto Waziri, specificando che le nuove forze avranno la stessa divisa dei soldati dell’esercito e i suoi membri avranno un’età compresa tra i 20 e i 40 anni.

Tale progetto è stato annunciato in seguito alla proposta di tregua con i talebani avanzata da Ghani il 28 febbraio. In occasione dell’inizio del secondo meeting del Kabul Process for Peace and Security Cooperation, il presidente afghano ha affermato che, affinché i talebani diventino un gruppo politico ufficiale, dovranno essere inclusi nel processo di pace. Il presidente ha così proposto l’istituzione di un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri talebani, insieme all’organizzazione di nuove elezioni che includano i militanti, e che prevedano ad una revisione costituzionale. Per spingere i militanti a scendere a patti, Ghani ha annunciato che il governo di Kabul avrebbe fornito a tutte le famiglie dei talebani passaporti e visti, e avrebbe rimosso le sanzioni contro i loro leader. L’UNAMA, la missione dell’Onu in Afghanistan, si è detta favorevole a tale proposta.

Due giorni prima, il 26 febbraio, i talebani avevano diffuso una lettera la notte in cui affermavano di essere pronti al dialogo con gli USA. In particolare, i militanti volevano che gli Stati Uniti accettassero la richiesta di una risoluzione pacifica del conflitto da parte della popolazione afghana. Dall’altra parte, gli Stati Uniti, al momento, sembrano essere contrari al dialogo, in quanto ritengono che le continue offensive dei militanti dimostrano che non sono ancora pronti a negoziare la pace. L’ultimo attacco da parte dei talebani è avvenuto il 2 marzo, nel sud dell’Afghanistan, dove 6 poliziotti sono morti nel corso di un assalto contro un check-point delle forze di sicurezza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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