USA: la Russia è responsabile delle morti civili nel Ghouta orientale

Pubblicato il 5 marzo 2018 alle 18:29 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno accusato la Russia e di aver violato il cessate il fuoco nel territorio del Ghouta orientale, e di essere responsabile della morte di centinaia di civili. Ad avviso della Casa Bianca, gli aerei da guerra russi sarebbero partiti dalla base aerea di Humaymim, in Siria, e avrebbero effettuato almeno 20 bombardamenti nel Ghouta tra il 24 2 il 28 febbraio. “Mosca ha ignorato il cessate il fuoco imposto dall’Onu e ha ucciso civili innocenti con la copertura di effettuare missioni antiterrorismo”, riferisce il comunicato della Casa Bianca.

Tali accuse erano già state avanzate dal generale Joseph Voler, comandante dello United States Central Command la scorsa settimana. A suo avviso “la Russia non è in grado, o mira a destabilizzare volontariamente la situazione in Siria”. Nel corso del mese di febbraio, l’esercito siriano e i suoi alleati hanno attaccato ripetutamente il territorio del Ghouta, una delle principali roccaforti dell’opposizione siriana che fa parte delle zone cuscinetto della Siria, stabilite dal quinto round dei negoziati di Astana, tenutosi nella capitale kazaka il 10 luglio 2017. L’area si trova sotto assedio dal dicembre 2012 e, negli ultimi mesi, le milizie fedeli a Bashar Al-Assad hanno aumentato le offensive sul territorio, impedendo agli abitanti di ricevere cibo e medicine. Inoltre, i numerosi gruppi armati attivi nell’area hanno reso difficoltoso l’operato delle organizzazioni umanitarie. Il 24 febbraio, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una Risoluzione che ha imposto una tregua di 30 giorni in Siria, per permettere l’accesso degli aiuti umanitari e le evacuazioni mediche. Secondo le stime, entro il 24 febbraio, sono morte più di 520 persone. Nonostante la Risoluzione del Consiglio di sicurezza, nei giorni successivi sono continuati i bombardamenti da parte delle forze di Assad sul Ghouta, violando la tregua.

Il 26 febbraio, Mosca ha poi imposto una “pausa umanitaria”, che sarebbe dovuta entrare in vigore il giorno successivo, durando 5 ore, dalle 9:00 alle 14:00, ma, anche in questo caso, la tregua è stata immediatamente violata dagli scontri tra le forze governative e i ribelli. E ancora, il 2 marzo, la Russia ha imposto una nuova tregua di 5 ore nel territorio siriano del Ghouta orientale, che è entrata in vigore nella mattinata di venerdì 2 marzo, secondo quanto riferito dall’esercito russo. Nonostante ciò, il giorno seguente, il quotidiano The New Arab ha riportato che in una fascia oraria compresa tra l’alba e le 8 del mattino, le forze di Assad hanno condotto oltre 30 raid aerei sulla cittadina di Douma, ferendo gravemente molti civili e danneggiando numerose strutture urbane.

Infine, il 4 marzo, le forze governative hanno fatto irruzione nel Ghouta facendosi strada da un accesso orientale, attuando una strategia che separa la zona in due parti per indebolirle entrambe più facilmente, di uno schema militare spesso usato dall’esercito di Damasco e dai suoi alleati nelle dinamiche della guerra civile in corso, iniziata il 15 marzo 2011. Lo stesso giorno, Assad ha giurato di continuare l’offensiva nel Ghouta.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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