Delegazione sudcoreana partita per la Corea del Nord

Pubblicato il 5 marzo 2018 alle 12:17 in Corea del Nord Corea del Sud

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La delegazione sudcoreana è partita per la Corea del Nord, lunedì 5 marzo, dichiarando di voler mediare i colloqui tra Washington e Pyongyang per porre fini alla crisi nella penisola coreana.

Tra i 10 ufficiali di Seoul scelti per la missione ci sono il direttore dell’Ufficio di Sicurezza Nazionale (NSO), Chung Eui-yong, e il capo dei Servizi di Intelligence Nazionale (NIS), Suh Hoon, un veterano dei negoziati con la Corea del Nord. “Ho promesso al presidente Moon Jae-in che mi impegnerò a mantenere aperto il dialogo per migliorare le relazioni tra le due Coree e per avvicinare anche Washington e Pyongyang”, ha riferito ai giornalisti Chung Eui-yong prima di salire sul volo per la Corea del Nord. Secondo quanto riportato dal quotidiano sudcoreano The Korea Times, si tratta della primo viaggio del genere da quando Moon è stato eletto presidente, il 10 maggio 2017.

Il riavvicinamento tra le due Coree è iniziato nel mese di gennaio quando, in occasione del discorso per il nuovo anno, il leader nordcoreano Kim Jong-un aveva affermato che il suo Paese era “aperto al dialogo” con il vicino. Così il 9 gennaio, le delegazioni delle due Coree si sono incontrate a Punmunjeom, in Corea del Sud, concordando di inviare una delegazione di atleti del regime di Pyongyang a partecipare ai Giochi Olimpici invernali. Si è trattato del primo incontro tra i due Paesi dal 2015.

Il 26 febbraio, in seguito alla conclusione delle Olimpiadi, Seoul ha invitato Pyongyang e Washington ad abbassare la guardia e di predisporsi al dialogo. Tuttavia, ancora oggi, i due Paesi mantengono posizioni differenti. Da una parte, la Corea del Nord afferma di non voler scendere a patti sul proprio programma missilistico, insistendo che gli USA devono riconoscere che il regime nordcoreano è ormai diventato una potenza nucleare. Solo in tal caso, Kim Jong-un sarebbe disposto a sedersi al tavolo delle trattative con Trump per discutere la reciproca riduzione di armi nella penisola coreana. Dall’altra parte, gli Stati Uniti si sono detto disposti al dialogo, ma soltanto “alle giuste condizioni”, che prevedono la denuclearizzazione del regime nordcoreano. Per di più, dal momento che gli ufficiali americani ritengono che Pyongyang non sia riuscita a mantenere i patti raggiunti durante negoziazioni passate, chiedono che il regime nordcoreano dimostri la sua sincerità prima dell’inizio dei colloqui. Le future esercitazioni congiunte tra la Corea del Sud e gli USA, previste per il mese di aprile, stanno contribuendo a mantenere viva la tensione, dal momento che Pyongyang ha condannato le dimostrazioni, ritenute un attentato all’apertura raggiunta nel corso dei Giochi Olimpici invernali tra le due Coree. L’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana, KCNA Watch, ha riferito che l’atteggiamento degli Stati Uniti dimostra che in realtà non sono interessati al dialogo, dal momento che vogliono imporre forzatamente precondizioni. “Vogliamo risolvere la questione in modo diplomatico e pacifico attraverso i colloqui e i negoziati, ma non pregheremo mai Washington e non rinunceremo mai all’opzione militare come richiesto dagli americani”, recita il comunicato.

È previsto che la delegazione della Corea del Sud partecipi ad una cena con gli ufficiali di Pyongyang la sera di lunedì 5 marzo, e che il giorno seguente vengano effettuati meeting ufficiali. Alcuni diplomatici della Casa Blu, il palazzo presidenziale di Seoul, hanno riferito alla CNN che Kim Jong-un parteciperà alle riunioni con i delegati di Seoul.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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