Siria: truppe governative avanzano nel Goutha, civili in fuga

Pubblicato il 4 marzo 2018 alle 13:19 in Medio Oriente Siria

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Centinaia di civili fuggono mentre le forze del governo siriano avanzano nel Goutha orientale, intensificando l’offensiva contro l’ultimo bastione ribelle vicino alla capitale Damasco.

Nella giornata di domenica 4 marzo, le forze governative, che rispondo alla volontà del presidente siriano, Bashar al-Assad, hanno fatto irruzione nell’enclave occupato dai ribelli facendosi strada da un accesso orientale con l’apparente strategia di separare la zona in due parti per indebolirle entrambe più facilmente. Si tratta di uno schema militare spesso usato dall’esercito di Damasco e dai suoi alleati nelle dinamiche della guerra civile in corso, iniziata il 15 marzo 2011.

L’Osservatorio siriano per i Diritti Umani, un’organizzazione umanitaria di monitoraggio del conflitto siriano con base nel Regno Unito, domenica 4 marzo ha stimato che dalle 300 alle 400 famiglie hanno abbandonato le loro case negli ultimi giorni, aggiungendo che i bombardamenti delle truppe governative si sono concentrati in particolar modo sulla cittadina di Mesraba. La notizia è stata confermata e divulgata anche da un’emittente televisiva locale, Orient TV, che sostiene l’opposizione contro il presidente al-Assad. Tale emittente ha riferito che l’avanzata dell’esercito di Damasco e dei suoi alleati ha innescato un processo di sfollamento di enormi dimensioni. I civili stanno cercando riparo nelle aree più vicine al distretto centrale del Goutha orientale, ha inoltre spiegato un residente, il quale ha affermato che sono in migliaia le persone che si sono messe in fuga negli ultimi giorni.

Damasco, appoggiata dalla Russia e dall’Iran, sta portando avanti da due settimane una delle offensive più violente che si siano mai verificate nel Goutha orientale, uccidendo centinaia di individui tramite bombardamenti e fuoco d’artiglieria. Oltre ai ribelli, molte vittime sono civili.

La situazione non si è appianata in Siria nonostante la tregua di 30 giorni imposta da una Risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite lo scorso sabato 24 febbraio, con lo scopo di permettere l’accesso degli aiuti umanitarie e le evacuazioni mediche nell’area. A poco è servita anche la “pausa umanitaria” decretata dalla Russia il 27 febbraio, ossia una finestra giornaliera della durata di cinque ore – dalle 9.00 alle 14.00 – per permettere ai residenti della periferia orientale di Damasco di abbandonare i loro ripari in cerca di cibo e medicine e per evacuare i feriti. Tuttavia, tali aiuti umanitari non sono ancora stati consegnati, nonostante i camion di rifornimenti alimentari e sanitari siano pronti. I rifornimenti, infatti, non sono ancora stati consegnati a causa del perpetuarsi dei bombardamenti e dell’impossibilità di entrare nel territorio dovuta alla mancata autorizzazione da parte del governo siriano. Il governo siriano del presidente Bashar Al-Assad ha imposto restrizioni che non permettono alle persone di uscire o entrare nel territorio, se non si è provvisti di autorizzazione formale. Solo un convoglio di modeste dimensioni è riuscito a entrare nel Goutha orientale quest’anno, nella metà di febbraio, e ha distribuito scorte alimentari sufficienti solo per 7.200 persone.

Il Ghouta orientale, ultimo bastione in mano ai ribelli nei pressi della capitale siriana, è sottoposto all’offensiva del governo nazionale dal 2013. Alla lunga, tali attacchi hanno provocato carenze di alimenti e medicine che hanno ridotto alla fame e alla malattia i 400mila civili residenti nella regione. Il conflitto siriano, iniziato il 15 marzo 2011, a avuto origine quando il regime Baath, al potere dal 1963 e guidato dal presidente al-Assad, ha risposto con la forza alle proteste pacifiche che chiedevano riforme democratiche durante la scia di manifestazioni della Primavera Araba. Ciò scatenò una reazione di ribelli armati, tra le fila dei quali entrarono anche defezionisti dell’esercito governativo regolare.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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