Hezbollah: quando la guerra in Siria diventa un videogioco

Pubblicato il 4 marzo 2018 alle 6:03 in Libano Siria

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L’organizzazione sciita libanese Hezbollah ha presentato un nuovo videogioco dal titolo “Sacred Defence – Protecting the Homeland And Holy Sites”, il cui protagonista è la guerra civile siriana. Ahmed, l’eroe del gioco, cammina furtivo per le strade delle città siriane armato di un fucile ed elimina i nemici senza sosta.

Mercoledì 28 febbraio, l’organizzazione ha presentato la nuova creazione del suo dipartimento di media elettronici e, durante la conferenza stampa che si è tenuta a Beirut, ha dichiarato che il gioco “riflette l’esperienza di Hezbollah in Sira”. Le forze di Hezbollah sono entrate nel conflitto siriano nel 2013 e si sono schierate al fianco del presidente Bashar Al-Assad.

In tale occasione, uno degli ideatori del gioco, Hassan Allam, ha dichiarato: “L’idea ha preso forma da eventi accaduti davvero sul campo, in Siria, al confine tra Siria e Libano e in Libano” e ha aggiunto che l’obiettivo sarebbe quello di far capire ai giocatori “ciò che è successo davvero e cosa hanno fatto i combattenti che si sono sacrificati. Per finire un livello e passare a quello successivo il giocatore soffrirà, vedrà quanto è difficile per i combattenti della resistenza”.

Nello scenario introduttivo del videogioco, il protagonista, Ahmed, in abiti civili, si reca in visita al santuario di Sayyida Zeinab, situato in un quartiere a sud di Damasco. Si tratta di uno dei luoghi più sacri dello sciismo, nel quale si pregano la nipote di Maometto e il massacro di Karbala del 680 d.C., nel quale il profeta del Profeta dell’Islam, Al-Husayn ibn Ali, era stato trucidato insieme a tutta la sua famiglia. Secondo quanto riferito da Al-Jazeera in lingua araba, Hezbollah aveva motivato la decisione di intervenire apertamente nel conflitto siriano con la necessità di proteggere questo luogo sacro dello sciismo.

Poco dopo, il mausoleo viene preso d’assalto e Ahmed, stavolta in uniforme, viene rappresentato all’interno di una stanza, sul cui muro è appeso un poster del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Per tutta la durata del videogioco, il protagonista è impegnato in una serie di battaglie, alcune contro lo Stato Islamico, in diversi luoghi, tra i quali il confine tra Siria e Libano. Tra queste vi è la battaglia di Qusayr, iniziata il 19 maggio 2013 nel governatorato di Homs, vicino al confine libanese, durante la quale le truppe fedeli al governo di Al-Assad, in collaborazione con quelle di Hezbollah, erano riuscite a riprendere il controllo del territorio che gli era stato sottratto dai ribelli nell’aprile 2012. La battaglia, conclusasi il 5 giugno 2013, aveva rappresentato un punto di svolta della guerra civile, dal momento che, per la prima volta, i ribelli erano stati costretti a cedere ampie zone di territorio al governo siriano.

Il gioco si conclude con la battaglia di Ras Baalbek, iniziata il 19 agosto 2017. Durante lo scontro, che si è svolto nella regione montuosa situata al confine tra Libano e Siria, le truppe di Hezbollah e quelle dell’esercito libanese hanno combattuto in due fronti separati e sono riuscite a sconfiggere i jihadisti.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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