Stati Uniti: Trump sostiene le ‘guerre commerciali’

Pubblicato il 3 marzo 2018 alle 11:31 in USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato che le guerre commerciali sono giuste e facili da vincere, dopo aver proposto di imporre dazi su acciaio e alluminio innescando una flessione dei mercati e un acceso dibattito internazionale.

Nella giornata di venerdì 2 marzo, Trump ha annunciato sul suo account Twitter che quando un Paese come gli Stati Uniti perde molti miliardi di dollari nel commercio con quasi ogni Paese con cui fa affari, le guerre commerciali sono giuste e facili da vincere. Riprendendo le fila di una tematica già espressa durante la sua campagna elettorale nel 2016, il presidente americano ha poi aggiunto che il suo intento è quello di proteggere i posti di lavoro americani che, altrimenti, verrebbero messi in pericolo da prodotti stranieri più economici. Trump ha altresì commentato che la situazione dell’industria dell’acciaio statunitense non è buona, e che senza una fiorente industria dell’acciaio, vengono a mancare le basi del Paese. Il giorno prima, giovedì 1 marzo, il presidente degli Stati Uniti aveva preannunciato un progetto volto a imporre tariffe del 25 percento sulle importazioni dell’acciaio, e dazi del 10% sull’alluminio. Tali misure saranno confermate a livello ufficiale nella settimana a venire.

Il progetto di Trump ha suscitato violenti reazioni dei suoi partner commerciali e dell’Unione Europea, la quale da Bruxelles ha avanzato l’ipotesi di attuare contromisure di salvaguardia per preservare la stabilità del mercato internazionale. A comunicarlo è stato il portavoce dell’esecutivo comunitario, Alexander Winterstein. La Francia ha affermato che tali dazi sono inaccettabili, e la Cina ha esortato Trump a dar prova di moderazione. Il Canada, che è il maggior rifornitore di acciaio e alluminio degli Stati Uniti, ha annunciato che, qualora sarà colpito negativamente da tali dazi, prenderà contromisure verso Washington.

Trump gode, nella proposta dei dazi commerciali, dell’appoggio di alcuni legislatori da ambo i partiti politici americani, in particolare dagli Stati della cosiddetta Rust Belt, ossia la regione prettamente industriale che va dai Grandi Laghi al Midwest del Paese. Fervente sostenitore del progetto è, tra gli altri, il senatore Sherrod Brown, un liberale democratico dell’Ohio. Non mancano però gli oppositori. Scott Walker, governatore del Wisconsin nonché alleato repubblicano del presidente, ha mostrato preoccupazione per gli effetti a lungo termine sugli americani e sui cittadini del Wisconsin, e ha chiesto a Trump di ripensare al progetto. Molti economisti sostengono che, invece di garantire una crescita nell’occupazione, il rincaro dei prezzi a carico dei compratori di acciaio e alluminio – in primis le industrie automobilistiche e petrolifere – rischia di eliminare più posti di lavoro di quanti ne creerebbe.

Dall’annuncio di Trump di venerdì, notevoli sono state le inflessioni negative del dollaro americano sui mercati azionari.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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