Nigeria: jihadisti di Boko Haram uccidono 3 operatori umanitari

Pubblicato il 3 marzo 2018 alle 14:48 in Africa Nigeria

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Venerdì 2 marzo, le Nazioni Unite hanno confermato la morte di 3 operatori umanitari e 8 membri delle forze dell’ordine a causa di un attacco perpetrato dai militanti di Boko Haram.

Nella notte di giovedì 1 marzo, a Rann, nello Stato del Borno, in Nigeria, i jihadisti hanno preso di mira un avamposto militare di guardia a un campo che ospita circa 55.000 rifugiati. Tuttavia, i militanti sono stati respinti dalle forze armate in seguito a uno scontro a fuoco. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha dichiarato che gli assalitori erano equipaggiati di armi automatiche, lanciagranate a razzi e autocannoni.

Secondo l’Onu, due delle vittime sono operatori umanitari che lavoravano per l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), mentre l’altra è un medico che lavorava per l’UNICEF. Venerdì 2 febbraio, Medici Senza Frontiere ha fatto sapere che sospenderà le proprie attività nella città di Rann, nonostante questa sia “una decisione estremamente dolorosa”. Nella dichiarazione rilasciata, l’organizzazione ha spiegato che ha fatto evacuare 22 persone dello staff locale e internazionale. Circa 40.000 persone a Rann si affidano alle cure fornite da Medici Senza Frontiere. Anche l’Onu ha dichiarato di aver ritirato il personale umanitario da Rann e di aver sospeso temporaneamente tutte le consegne riguardanti gli aiuti.

Edward Kallon, il Coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Nigeria, ha richiesto alle autorità di assicurarsi che i responsabili vengano ritenuti responsabili e portati davanti la giustizia. L’attacco si è verificato quasi due settimane dopo il rapimento, da parte di Boko Haram, di 110 studentesse della Government Girls Science Technical College, avvenuto il 19 febbraio. In seguito a questo avvenimento, il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, aveva promesso che avrebbe migliorato la sicurezza e sconfitto il gruppo terroristico.

Il campo profughi di Rann era già stato oggetto di un bombardamento accidentale a gennaio 2017, da parte di un jet dell’esercito nigeriano, che aveva ucciso più di 170 persone.

Fondato in Nigeria nel 2009, il gruppo di Boko Haram è guidato dal leader Abubakar Shekau e, dal marzo 2015, è ufficialmente affiliato all’ISIS. Nonostante la Nigeria sia la base principale, i jihadisti hanno branche anche nella regione del Lago Ciad Basin, in Niger, in Ciad e in Camerun. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS.

Più di 20 mila persone sono state uccise e 2 milioni sono state costrette a fuggire dalla Nigeria nordorientale da quando i jihadisti di Boko Haram lanciarono, nel 2009, una campagna volta a formare uno Stato separato nella regione. Negli anni, il gruppo armato ha rapito migliaia di adulti e bambini in diverse zone del Paese, soprattutto a nord-est, che successivamente vengono obbligati a farsi esplodere in luoghi affollati. Il numero più alto di rapimenti si è verificato 14 aprile 2014, quando i terroristi di Boko Haram sequestrarono 275 studentesse di Chibok.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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