Iran: non rinunciamo ai missili balistici finché USA e UE non rinunceranno al nucleare

Pubblicato il 3 marzo 2018 alle 19:57 in Iran Medio Oriente

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L’Iran non ha intenzione di negoziare il possesso dei suoi missili balistici fin quando gli Stati Uniti e l’Europa non si disferanno delle loro armi nucleari.

La notizia è stata diffusa sabato 3 marzo da uno dei funzionari di alto livello dell’esercito iraniano. Il portavoce delle Forze Armate Iraniane, Masoud Jazayeri, ha dichiarato l’unico modo per negoziare la presenza di missili in Iran è la distruzione delle armi nucleari e dei missili a lungo raggio statunitensi ed europei.

Teheran aveva accettato di frenare lo sviluppo del proprio programma nucleare, sostenendo tuttavia che sarebbe stato sviluppato solamente per motivi pacifici, ma il governo del Paese si è ripetutamente rifiutato di mettere in discussione il proprio programma missilistico, andando contro le richieste di Washington e Bruxelles. L’Iran ha dichiarato che il possesso di razzi è di natura puramente difensiva e dissuasiva e non è collegato all’accordo nucleare del 2015 firmato con la comunità internazionale.

Il 14 luglio 2015, Teheran aveva firmato l’accordo con i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Russia, Cina, oltre alla Germania. Il patto prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli Stati Uniti, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato più di una volta di tirarsi fuori dall’accordo sul nucleare con l’Iran, noto altresì come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), se questo non fosse stato inasprito. Il 13 ottobre 2017, Trump aveva annunciato la de-certificazione dell’accordo, dopo aver accusato Teheran di non aver rispettato lo “spirito” del patto.

Per tutta risposta, il 20 ottobre 2017, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, aveva annunciato che Teheran avrebbe continuato a produrre missili per scopi difensivi, dal momento che ciò non sarebbe stato in contrasto con il diritto internazionale, né avrebbe costituito una violazione degli accordi internazionali. Precedentemente, il 29 luglio 2017, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, aveva precisato che, secondo l’accordo sul nucleare, l’Iran sarebbe tenuto soltanto a non fabbricare o testare missili con testate nucleari, sottolineando che i test di missili senza testate nucleari non violerebbero l’accordo.

Il 12 gennaio 2018, il governo statunitense aveva deciso di estendere la sospensione delle sanzioni contro l’Iran, secondo quanto stabilito dall’accordo del 2015, “per l’ultima volta”. Tuttavia, la minaccia del presidente americano è ancora viva. Washington, infatti, accusa Teheran di violare la Risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che avalla il patto sul nucleare.

I governi dei Paesi europei hanno fatto il possibile per tentare di calmare Trump e mantenere intatto il Joint Comprehensive Plan of Action, sottolineando la loro crescente preoccupazione per quanto riguarda il programma missilistico iraniano.

Il 27 febbraio, il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, aveva affermato che per permettere all’Iran di “tornare a far parte della famiglia delle nazioni”, è necessario discutere il possesso dei razzi e il coinvolgimento del Paese nei conflitti regionali. In risposta a questo commento, il consigliere senior del governo del Paese, Ali Akbar Velayati, ha sottolineato che l’Iran è un Paese indipendente, in grado di difendersi da solo nel modo che ritiene più opportuno, che sia con missili o altri mezzi difensivi. Il consigliere ha aggiunto che la preparazione alla difesa è un diritto di base di tutte le nazioni. “Nessun Paese può decidere per noi o per altri quali tipi di missili possiamo avere” ha aggiunto. Velayati ha altresì spiegato che Teheran intrattiene rapporti amichevoli con tutti i Paesi vicini.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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