Armi chimiche in Siria: la Corea del Nord respinge le accuse

Pubblicato il 2 marzo 2018 alle 18:23 in Corea del Nord Siria

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La Corea del Nord ha respinto le accuse secondo le quali Pyongyang avrebbe fornito alla Siria materiale che potrebbe essere stato utilizzato per produrre armi chimiche. Si tratterebbe di un’invenzione degli Stati Uniti mirata a mettere il Paese asiatico sotto pressione, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa nordcoreana KCNA.

Giovedì 1 marzo, un portavoce dell’Istituto di ricerca di studi americani del Ministero degli Esteri nordcoreano ha dichiarato che Washington avrebbe diffuso “informazioni senza senso” in merito al fatto che Pyongyang avrebbe aiutato la Siria a produrre armi chimiche. In questo senso, il portavoce ha affermato: “Come abbiamo detto chiaramente molte volte, la nostra Repubblica non sviluppa, produce e accumula armi chimiche, anzi si oppone alle armi chimiche”.

Le dichiarazioni del portavoce dell’Istituto nordcoreano sono giunte in risposta a un report, elaborato da un gruppo di esperti delle Nazioni Unite che monitorano il rispetto delle sanzioni imposte alla Corea del Nord, secondo il quale Pyongyang si celerebbe dietro la fornitura alla Siria di materiale che potrebbe essere stato utilizzato per produrre armi chimiche. Secondo il documento, alcuni esperti in materia di missili, provenienti dalla Corea del Nord, si sarebbero recati in Siria nel 2016 e nel 2017, dopo l’arrivo del materiale, e alcuni scienziati starebbero ancora lavorando nelle strutture che si occupano di armi chimiche e missili a Barzeh, Adra e Hama. Il report specifica anche che le componenti chimiche, ovvero parti di missili balistici e materiali che potrebbero essere utilizzate per scopi civili e militari, sarebbero state mandate in Siria attraverso almeno 40 spedizioni, avvenute tra il 2012 e il 2017.

Mercoledì 28 febbraio, il rappresentante permanente degli Stati Uniti alla Conferenza del Disarmo, Robert Wood, ha dichiarato che esiste una storia di relazioni tra Corea del Nord e Siria in merito all’attività missilistica e alle componenti delle armi chimiche. Secondo quanto riferito dal report confidenziale delle Nazioni Unite sulle violazioni delle sanzioni imposte alla Corea del Nord, negli ultimi sei mesi, sarebbero state intercettate due imbarcazioni nordcoreane, che avrebbero dovuto raggiungere un’agenzia governativa siriana responsabile del programma di armi chimiche nazionale.

Le informazioni del report erano state rivelate qualche giorno dopo la riapertura delle indagini sull’utilizzo di armi chimiche in Siria. Domenica 25 febbraio, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC) aveva aperto un’indagine sugli attacchi che erano stati condotti nella settimana precedente nel territorio siriano del Ghouta orientale, con particolare riferimento a un bombardamento che aveva colpito l’area nella giornata di domenica.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 14 delle persone colpite nell’attacco contro il villaggio di Al-Shifuniyah, situato nel territorio del Ghouta, che era stato lanciato domenica 25 febbraio, tra le quali vi era anche un bambino, avrebbero mostrato difficoltà respiratorie, dispnea e irritazioni a occhi e pelle e ciò avrebbe fatto pensare a un attacco chimico con gas cloro. In merito alla questione, in un comunicato emanato lunedì 26 febbraio, il Ministero della Difesa russo aveva dichiarato che alcuni gruppi armati avrebbero colpito numerose postazioni delle forze fedeli al governo di Al-Assad. Secondo Mosca, i ribelli avrebbero utilizzato alcuni gas velenosi in modo provocatorio, con lo scopo di accusare le forze del presidente di aver condotto attacchi chimici.

Il governo siriano aveva rivelato per la prima volta di essere in possesso di armi chimiche nel luglio 2012, minacciando di utilizzarle in caso di operazioni militari da parte dei Paesi occidentali sul territorio siriano e non contro il proprio popolo. Nel settembre 2013, gli Stati Uniti e il regime siriano, sostenuto dalla Russia, avevano raggiunto un accordo per eliminare le armi chimiche in Siria entro il 2014, minacciando attacchi aerei da parte delle forze americane contro il regime, in caso l’accordo non fosse stato rispettato.

La Corea del Nord è sottoposta a numerose sanzioni, mirate a fermare i programmi nucleari del Paese. Il 29 novembre, il governo nordcoreano aveva annunciato che il Paese era diventato una potenza nucleare a tutti gli effetti, in grado di colpire gli Stati Uniti, che per primi avevano criticato l’attività del regime di Kim Jong-Un, suggerendo l’imposizione di sanzioni per fermare l’attività del Paese. Ad agosto e settembre 2017 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva approvato una serie di sanzioni che limitavano l’attività nordcoreana sin diversi ambiti. L’ultimo documento ratificato dall’organo dell’Onu, la Risoluzione 2397 del 22 dicembre, ha imposto ulteriori restrizioni sul Paese, limitando del 90% le importazioni di petrolio e vietando l’esportazione di altri prodotti.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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