Afrin: raid turchi uccidono le forze di Al-Assad

Pubblicato il 2 marzo 2018 alle 16:17 in Siria Turchia

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I raid aerei turchi hanno ucciso almeno 14 soldati delle forze governative, che erano stati schierati nel distretto di Afrin, situato nel nord-ovest della Siria, al confine con la Turchia, in sostegno delle People’s Protection Units (YPG).

Secondo quanto riferito dal portavoce delle People’s Protection Units (YPG), Birusk Hasakeh, venerdì 2 marzo, gli aerei turchi avrebbero colpito le postazioni dei soldati governativi, situate nel villaggio di Jamma, causando la morte di 14 combattenti di Al-Assad.

Le forze governative erano entrate nel distretto di Afrin il 20 febbraio per sostenere le forze curde che combattono contro i turchi nel territorio di confine. L’arrivo dell’esercito siriano nell’area era avvenuto nel contesto di un patto concluso domenica 18 febbraio tra il governo di Damasco e i curdi. Da parte sua, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva risposto alla notizia dell’accordo tra i curdi e le forze di Bashar Al-Assad, affermando che le truppe turche avrebbero risposto con la forza se le forze governative avessero sostenuto i curdi nel distretto di Afrin.

Il 20 gennaio, Ankara aveva lanciato l’operazione Ramo d’Olivo nel distretto di Afrin. Si tratta di una campagna militare mirata a “liberare il territorio dal terrorismo” e a creare una zona sicura della profondità di 30 km al confine tra Siria e Turchia. Il governo turco ritiene illegali le Syrian Democratic Forces (SDF), che sono considerate parte del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Il giorno successivo all’inizio dell’operazione militare, il 21 gennaio, il presidente siriano, Bashar Al-Assad, aveva condannato l’offensiva di Ankara contro i curdi nel distretto di Afrin, definendola “parte del supporto di Ankara nei confronti dei gruppi estremisti”.

Il giorno precedente all’offensiva turca, giovedì 1 marzo, 8 soldati turchi erano stati uccisi e 13 erano stati feriti negli scontri con le forze curde. Secondo due comunicati emanati dallo Stato maggiore turco, i combattenti turchi erano caduti in un’imboscata organizzata dalle truppe curde. Venerdì 2 marzo, il ministro della Difesa turco, Nurettin Canikli, ha riferito che, dall’inizio dell’operazione Ramo d’Olivo, sarebbero stati uccisi circa 41 soldati turchi e 116 militari delle truppe governative.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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