Iraq: il Parlamento chiede una data per il ritiro delle truppe straniere

Pubblicato il 2 marzo 2018 alle 9:22 in Iraq Medio Oriente

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Il Parlamento iracheno ha chiesto che il governo fissi una data entro la quale le truppe straniere, stanziate in Iraq per combattere i militanti dello Stato Islamico, si ritirino dal territorio.

Giovedì 1 marzo, “il Parlamento ha votato una decisione mirata a ringraziare le nazioni amiche per il loro supporto nella sconfitta dello Stato Islamico e, allo stesso tempo, a chiedere al governo che fissi una data entro la quale le truppe straniere dovranno ritirarsi”, secondo quanto annunciato dal parlamentare iracheno, Husham Al-Suhail. In questo contesto, il politico ha aggiunto: “Tocca al governo decidere per quanto tempo avremo bisogno di loro qui. Un anno, due anni, dipende da loro”.

Al momento, in Iraq sono presenti sia le forze della coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, sia le Forze di mobilitazione popolare. Queste ultime sono un’organizzazione para-statale, composta principalmente da musulmani sciiti, anche se sono presenti nel gruppo sunniti, cristiani e yazidi. L’organizzazione si è formata nel giugno 2014, in seguito all’emissione di una fatwa dell’ayatollah iracheno Ali Al-Sistani, che chiedeva la mobilitazione nazionale contro lo Stato Islamico. L’organizzazione è stata più volte accusata di crimini di guerra, in particolare nei confronti dei civili sunniti. Il 15 agosto 2017, i media iracheni avevano accusato le Forze di mobilitazione popolare di aver reclutato alcuni bambini e ragazzi sotto i 18 anni per farli combattere in battaglia, violando le norme internazionali e i principi dei diritti umani. Il 23 ottobre 2017, durante un incontro con il Segretario di Stato americano, Rex Tillerson, il primo ministro iracheno, Haider Al-Abadi, aveva difeso le milizie, affermando che le Forze di mobilitazione popolare rappresentavano la “speranza dell’Iraq e della regione”.

La coalizione internazionale, a guida americana, è intervenuta in Iraq il 15 giugno 2014, con lo scopo di combattere contro le milizie dello Stato Islamico. Il dispiegamento delle forze della coalizione nel territorio iracheno era stato ordinato dall’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in risposta alla richiesta di aiuto avanzata dal governo iracheno. Durante la missione in Iraq, le forze della coalizione avrebbero addestrato 125.000 forze di sicurezza irachene, di cui 22.000 Peshmerga, e avrebbero contribuito a riprendere il controllo di almeno un terzo dell’Iraq, attraverso il supporto aereo e logistico, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters. Dopo la sconfitta dell’ISIS in Iraq, annunciata ufficialmente dal primo ministro iracheno il 9 dicembre 2017, la coalizione ha trasformato la sua missione da liberazione del territorio dal controllo dell’organizzazione terroristica a consolidamento delle vittorie ottenute.

In merito alla decisione del Parlamento iracheno, il portavoce della coalizione, il colonnello americano Ryan Dillon, ha ribadito che la presenza delle proprie truppe in Iraq dipende dall’approvazione del governo di Baghdad e ha dichiarato: “La nostra presenza in Iraq dipenderà dalla situazione, si baserà sull’esigenza e sarà in coordinamento con l’approvazione del governo iracheno”.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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