Siria: bloccati gli aiuti umanitari nel Ghouta

Pubblicato il 1 marzo 2018 alle 13:26 in Medio Oriente Siria

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Almeno 40 camion sono carichi e pronti per trasportare aiuti umanitari e medicinali all’interno del territorio del Ghouta orientale, ma sono bloccati a causa del mancato rispetto della tregua di 30 giorni imposta dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in tutta la Siria, secondo quanto riferito dal sottosegretario generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Mark Lowcock.

Mercoledì 28 febbraio, in occasione di una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Lowcock ha dichiarato che la situazione nel territorio del Ghouta orientale non è cambiata, nonostante sabato 24 febbraio, il Consiglio di Sicurezza avesse approvato all’unanimità la Risoluzione che imponeva una tregua di 30 giorni in Siria, per permettere l’accesso degli aiuti umanitari e le evacuazioni mediche. Stando alle dichiarazioni del sottosegretario generale, già da sabato 24 febbraio, i camion, carichi di rifornimenti, sarebbero stati pronti per distribuire gli aiuti all’interno di 10 aree del territorio assediato, tra le quali la zona di Duma, che costituisce la città principale dell’enclave. I rifornimenti, tuttavia, non sarebbero ancora stati consegnati e le evacuazioni mediche previste dalla Risoluzione non sarebbero mai iniziate, a causa del perpetuarsi dei bombardamenti e dell’impossibilità di entrare nel territorio dovuta mancata autorizzazione da parte del governo siriano.  Il governo siriano del presidente Bashar Al-Assad ha imposto severe restrizioni che non consentono alle persone di abbandonare o entrare nel territorio, a meno che queste non ricevano un’autorizzazione.

Già il giorno successivo all’imposizione del cessate-il-fuoco, domenica 25 febbraio, la tregua era stata violata e nel territorio del Ghouta orientale, si erano verificati scontri tra i ribelli e le forze governative. Il giorno successivo, lunedì 26 febbraio, il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, aveva annunciato che, martedì 27 febbraio, sarebbe stata imposta una tregua della durata di 5 ore nell’enclave dei ribelli, per consentire l’arrivo degli aiuti umanitari e le evacuazioni mediche. Anche la pausa umanitaria imposta dalla Russia è stata immediatamente violata. In questo contesto, il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, ha dichiarato che la colpa sarebbe da imputare ai ribelli siriani, i quali starebbero impedendo l’arrivo degli aiuti umanitari nel Ghouta. Al contrario, il funzionario americano, Kelley Currie, ha accusato le forze di Al-Assad di aver violato la tregua dell’ONU.

Al momento, gli scontri tra le truppe di Al-Assad e l’opposizione siriana starebbero continuando senza sosta e il bilancio delle vittime civili sarebbe di 602 morti, di cui 147 bambini, in meno di due settimane, secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani. I raid delle forze governative siriane, sostenute dalla Russia, si erano intensificati a partire da domenica 18 febbraio. Proprio l’escalation di violenza nel territorio aveva spinto le Nazioni Unite a imporre una tregua di 30 giorni in tutta la Siria.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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