Iran: seconda tappa del tour nei Balcani

Pubblicato il 1 marzo 2018 alle 18:21 in Bulgaria Iran

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Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si è recato in Bulgaria per incontrare il suo omologo bulgaro, Ekaterina Zaharieva, il primo ministro, Boyko Borissov, e il presidente, Rumen Radev, nel contesto del tour che il politico iraniano sta compiendo nei Balcani. All’ordine del giorno vi erano il potenziamento dei rapporti bilaterali e il tema della sicurezza in Medio Oriente.

Mercoledì 28 febbraio, i due ministri degli Esteri, Zarif e Zaharieva, hanno discusso la situazione dello Yemen e della Siria, oltre all’importanza di combattere il terrorismo e l’estremismo, considerati una minaccia globale comune. In questo contesto, il ministro iraniano ha dichiarato: “Abbiamo discusso la necessità di porre fine alle ostilità nella regione e di raggiungere una soluzione politica che porti alla stabilità, alla sicurezza e alla pace per il popolo nei Paesi colpiti” e ha aggiunto: “Una soluzione politica per la Siria può essere trovata soltanto se tutte le parti coinvolte sono preparate ad accettare una formula da cui traggano beneficio tutti i Paesi”.

Sulla questione si è intervenuto anche il primo ministro bulgaro, il quale ha espresso preoccupazione per l’aumento delle tensioni in Medio Oriente e ha affermato di sperare che “nonostante e differenze, l’Iran e gli altri Paesi trovino punti di contatto per le consultazioni necessarie per uscire dalla crisi”. In tal senso, Borrisov ha dichiarato: “La guerra in Siria deve essere fermata dai diplomatici, non dagli eserciti”. Il premier bulgaro faceva riferimento alla posizione dell’Iran sia nella guerra in Siria sia nel conflitto yemenita, nei quali Teheran sostiene rispettivamente il governo del presidente Bashar Al-Assad e i ribelli Houthi.

Durante il loro incontro, il primo ministro bulgaro e il ministro iraniano hanno trattato altresì il tema del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l’accordo sul nucleare firmato il 14 luglio 2015 da Teheran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina, oltre alla Germania. Si tratta di un patto che prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. In merito alla questione, Borissov e Zarif hanno ribadito il loro supporto nei confronti dell’accordo e la necessità che esso venga rispettato da tutte le parti coinvolte.

Tali dichiarazioni si riferiscono al fatto che, il 13 ottobre, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato la de-certificazione dell’accordo nucleare, dopo aver accusato l’Iran di non aver rispettato lo “spirito” del patto. Il 12 gennaio, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva deciso di estendere la sospensione delle sanzioni contro l’Iran, secondo quanto stabilito dall’accordo nucleare del 2015, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), “per l’ultima volta”. Da parte sua, Teheran aveva più volte sottolineato che Teheran avrebbe continuato a produrre missili per scopi difensivi, dal momento che ciò non sarebbe stato in contrasto con il diritto internazionale, né avrebbe costituito una violazione degli accordi internazionali.

Il tour del ministro iraniano nei Balcani prevede altre due tappe, in Croazia e in Bosnia. Due giorni prima di recarsi in Bulgaria, lunedì 26 febbraio, Zarif aveva visitato la Serbia, dove aveva incontrato il suo omologo, Ivica Dacic, e il presidente serbo, Aleksandar Vicic. In tale occasione, le due parti avevano discusso il tema del rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Teheran e Belgrado in numerosi settori, tra i quali la politica, l’economia e la cultura.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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