Iran: Rouhani contro l’intervento straniero in Medio Oriente

Pubblicato il 1 marzo 2018 alle 6:02 in Iran Medio Oriente

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L’Iran è pronto a discutere la questione della sicurezza della regione con i Paesi vicini, senza l’intervento delle potenze straniere, secondo quanto dichiarato dal presidente iraniano, Hassan Rouhani.

Mercoledì 28 febbraio, il leader iraniano ha affermato: “Non abbiamo bisogno di stranieri che garantiscano la sicurezza della nostra regione. Quando si tratta delle disposizioni sulla sicurezza regionale siamo pronti a discutere con i nostri vicini e i nostri amici, al fine di garantire la sicurezza senza la presenza e l’aiuto degli stranieri. Siamo, siamo stati e saremo sempre buoni vicini”.

Durante il discorso, Rouhani ha altresì esortato i Paesi occidentali ha smettere di fornire armi di distruzione di massa all’Arabia Saudita, per il bene del popolo yemenita, che starebbe soffrendo per gli attacchi e l’assedio di Riad. In questo contesto, il presidente ha dichiarato: “Chiediamo all’Europa e al mondo di non fornire all’Arabia Saudita bombe distruttive, se tengono davvero al popolo dello Yemen. Se davvero pensate agli yemeniti, non date all’Arabia Saudita bombe Napalm, che sono state vietate; non date all’Arabia Saudita bombe a grappolo”.

Nella guerra civile yemenita, iniziata il 21 marzo 2015, si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato vi sono gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, e dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba, che supporta il presidente destituito, Rabbo Mansour Hadi. Teheran, invece, sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. Sia la coalizione a guida saudita sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, ampliando così l’influenza sciita o sunnita nella regione. 

Le dichiarazioni del leader iraniano sono giunte due giorni dopo che, lunedì 26 febbraio, la Russia aveva posto il veto su una bozza di Risoluzione dell’ONU, proposta da Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti, che condannava l’Iran per aver violato l’embargo sulle armi imposto allo Yemen nel 2015, inviando missili e droni agli Houthi, e chiedeva l’imposizione di ulteriori misure per far fronte a tali infrazioni.

In questo contesto, Rouhani ha elogiato la posizione “prudente e giusta” della Russia e di altri Paesi del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, criticando, invece, l’atteggiamento assunto da Gran Bretagna e Stati Uniti. In merito a Washington, in particolare, il presidente ha affermato che il Paese avrebbe tentato di condannare l’Iran in occasione della riunione del Consiglio di Sicurezza, ma sarebbe “stato lasciato da solo di nuovo”.

 Lunedì 26 febbraio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si era riunito per votare in merito alla bozza di Risoluzione, che era stata presentata da Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia dieci giorni prima, il 16 febbraio, sulla base di un report redatto dagli esperti dell’organizzazione internazionale, secondo il quale i missili sparati dagli Houthi contro il territorio dell’Arabia Saudita nel 2017 sarebbero stati prodotti in Iran. In questo contesto, il progetto condannava Teheran per aver violato l’embargo sulle armi del 2015 e chiedeva l’imposizione di ulteriori misure per far fronte a tali infrazioni. Nel 2015, il Consiglio dell’ONU aveva adottato la Risoluzione n.2216 , che imponeva ai ribelli di ritirarsi dalle aree conquistate durante i conflitto, di rinunciare alle armi sequestrate dalle istituzioni militari e di sicurezza e un embargo sulle armi. La Risoluzione era stata bloccata dal veto posto dalla Russia, la quale aveva dichiarato di non essere certa dell’affidabilità delle prove sulla quale si sarebbe basata la decisione.

Subito dopo l’imposizione del veto da parte di Mosca, l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, aveva annunciato che gli Stati Uniti avrebbero intrapreso un’azione unilaterale nei confronti dell’Iran, senza, tuttavia, fornire ulteriori dettagli.

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Traduzione dall’inglese e dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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