L’Egitto esorta a boicottare la BBC

Pubblicato il 28 febbraio 2018 alle 9:29 in Africa Egitto

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Il governo egiziano ha esortato ufficiali e funzionari a boicottare l’emittente britannica BBC, dopo che questa aveva pubblicato un report sulla violazione dei diritti umani nel Paese, definito “pieno di bugie”.

Il 22 febbraio, la BBC aveva pubblicato un documento dal titolo “The Shadow over Egypt”, nel quale denunciava casi di sparizioni forzate e tortura perpetrati dalle forze di sicurezza egiziane, dopo la presa di potere del presidente Abdel Fattah Al-Sisi, avvenuta il 3 luglio 2013, in seguito a un colpo di stato che aveva rovesciato il governo di Mohammed Morsi.

Lunedì 26 febbraio, lo State Information Service (SIS), il servizio informazioni dello Stato egiziano, ha chiesto “a tutti i funzionari egiziani e alle persone di spicco di boicottare le interviste condotte dall’emittente e gli incontri con i corrispondenti della BBC, fino a quanto questa non pubblicherà delle scuse formali”. Nella medesima occasione, l’agenzia governativa ha inoltre emanato una dichiarazione, nella quale “rifiuta le accuse in merito alla situazione in Egitto”.

Il report della BBC compare proprio mentre il presidente egiziano è criticato dalle organizzazioni dei diritti umani per aver attuato un giro di vite nei confronti degli oppositori politici. Già il 28 gennaio scorso, il giorno precedente alla chiusura delle registrazioni dei candidati, alcuni oppositori politici del presidente in carica avevano esortato a boicottare le elezioni presidenziali, in programma tra il 26 e il 28 marzo, definendole “una commedia”, a causa dell’ondata di repressione che aveva colpito tutti coloro che si erano candidati contro Al-Sisi.

Nei giorni precedenti alla chiusura delle registrazioni, tutti i candidati alle elezioni si erano ritirati, lasciando Al-Sisi a concorrere contro un unico avversario, il parlamentare Mortada Mansour. L’ultimo episodio di questo genere si era verificato il 24 gennaio, quando l’avvocato egiziano, Khaled Ali, aveva annunciato ufficialmente che avrebbe ritirato la candidatura alle elezioni presidenziali, sottolineando che, al momento, in Egitto non ci sarebbero le condizioni per concorrere in maniera corretta alle elezioni. La decisione dell’avvocato era giunta il giorno successivo al ritiro del principale oppositore politico del presidente egiziano, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito egiziano, il tenente generale Sami Anan, annunciato martedì 23 gennaio, dopo che l’uomo era stato arrestato in seguito alla presentazione della candidatura alla presidenza.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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