Crisi politica Maldive: arrestati 4 membri dell’opposizione

Pubblicato il 28 febbraio 2018 alle 8:34 in Asia Maldive

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La polizia delle Maldive ha arrestato 4 membri dell’opposizione che stavano protestando contro il governo del presidente Abdulla Yammen, martedì 27 febbraio. L’episodio è avvenuto nell’ambito dello stato di emergenza, proclamato lo scorso 5 febbraio dal presidente e prolungato a 30 giorni il 19 febbraio, sotto il quale le manifestazioni e le proteste sono proibite.

I politici dell’opposizione che sono stati trattenuti avevano ignorato un avviso della polizia, la quale aveva chiesto di interrompere le proteste dopo le 10:30 della sera locali. Il Partito Democratico, il principale dell’opposizione, ha scritto su Twitter che due dei politici in questione sono Mohamed Ameeth e Abdulla Ahmed, due giuristi che avevano abbandonato il partito del presidente Yameen. Nonostante le numerose chiamate da parte della comunità internazionale di sospendere lo stato di emergenza e di rilasciare i prigionieri, i leader delle Maldive è convinto le restrizioni siano necessarie alla sicurezza del Paese. Il Consiglio dell’Unione Europea, lunedì 25 febbraio, ha minacciato le autorità di Male di prendere provvedimenti se la crisi politica non fosse migliorata. “Il Consiglio condanna gli arresti motivati da ragioni politiche e chiede l’immediato rilascio di tutti i prigionieri”, ha affermato l’Unione Europea in un comunicato, in cui aggiunge condanna altresì le interferenze con le attività della Corte Suprema delle Maldive condotte dal governo.

Lo stato di emergenza è stato imposto il 5 febbraio da Yameen in risposta ad una decisione emessa dalla Corte Suprema quattro giorni prima che, a suo avviso era contraria all’interesse pubblico e alla sicurezza nazionale. Tale decisione imponeva il rilascio di 9 oppositori politici che erano stati condannati in precedenza per terrorismo. Ne è conseguito che, il 5 febbraio, la polizia ha arrestato 2 giudici e l’ex presidente delle Maldive, Maumoon Abdul Gayoom, membro dell’opposizione politica. L’ottantenne Gayoom, che governò il Paese per 30 anni, fino al 2008, data delle prime elezioni democratiche, è stato prelevato presso la propria abitazione di Male, intorno alla mezzanotte del 5 febbraio. Prima di essere arrestato dagli agenti, l’ex leader aveva pubblicato un video su Twitter, in cui affermava di essere innocente.

Il Ministero degli esteri delle Maldive ha dichiarato che il governo rimuoverà lo stato di emergenza non appena le minacce contro il Paese verranno gestite e alleviate in modo soddisfacente.

L’arcipelago delle Maldive, composto da 26 atolli e 1.992 isole, vede concentrato il proprio centro politico nella capitale Male, dove hanno sede tutte le principali istituzioni. Con i loro 400.0000 abitanti, le Maldive sono state coinvolte in una disputa territoriale per l’influenza del Paese tra India, con cui hanno legami politici e di sicurezza consolidati, e la Cina, che ha aperto un’ambasciata locale nel 2011 e ha offerto il suo supporto tecnico e finanziario per la costruzione di infrastrutture nel Paese. Oltre alle controversie politiche, l’isola a maggioranza musulmana deve confrontarsi anche con altri problemi, come il numero crescente di giovani radicalizzati che si sono arruolati per combattere a fianco del gruppo di militanti dello Stato islamico in Medio Oriente.

Le tensioni politiche hanno portato molti turisti a cancellare centinaia di prenotazioni ogni giorno da quando è stato imposto lo stato di emergenza, nonostante le rassicurazioni delle autorità, le quali continuano ad affermare che sugli atolli e le isole le attività e la vita continuano normalmente. La Cina, l’India, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno emesso avvertenze dirette ai viaggiatori, sconsigliando di recarsi sulle note isole dell’Oceano indiano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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