Cina: esercito appoggia le proposte di modifica della Costituzione

Pubblicato il 28 febbraio 2018 alle 6:06 in Asia Cina

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Il Partito Comunista Cinese ha proposto, domenica 25 febbraio, di modificare la Costituzione della Repubblica Popolare Cinese per permettere all’attuale presidente, Xi Jinping, di svolgere un terzo mandato. L’attuale testo costituzionale afferma che il presidente e il vicepresidente “non possono governare per più di due mandati consecutivi” per un massimo di 10 anni. L’emendamento proposto dovrà essere approvato durante le “Two Sessions” che si terranno il 5 marzo. Si tratta delle riunioni del National People’s Congress e del National Committee of the Chinese People’s Political Consultative Conference durante le quali vengono approvate nuove leggi ed eventuali emendamenti e vengono confermate le posizioni principali all’interno del Politburo. La modifica della Costituzione consisterà, inoltre, nell’inserimento della teoria politica del presidente Xi, nota come “Thought on Socialism with Chinese Characteristics for a New Era”, accanto alla teoria marxista-leninista e al pensiero di Mao Zedong.

Gli emendamenti proposti “sono in linea con le politiche chiave approvate durante il 19° Congresso del Partito Comunista e riflettono i traguardi raggiunti e le nuove esigenze del Paese”, secondo quanto affermato dal portavoce del People’s Liberation Army martedì 27 febbraio.

L’annuncio di tali modifiche è stato interpretato da molti osservatori come il tentativo, da parte del presidente Xi, di consolidare ulteriormente il suo potere e di assicurare la continuità delle sue principali politiche, tra cui la campagna anti-corruzione. Proprio attraverso tale iniziativa, è stato possibile avviare una riforma all’interno dell’esercito cinese che ha portato all’espulsione di alcuni ufficiali di alto rango, tra cui Xu Caihou e Guo Boxiong, entrambi generali e vicepresidenti della Central Military Commission. L’obiettivo consiste nel trasformare il People’s Liberation Army in un esercito moderno, in grado di difendere gli interessi della Nazione di fronte alle attuali sfide di carattere territoriale nel Sud-Est asiatico.

La proposta di emendamento della Costituzione, tuttavia, ha riscontrato anche alcune critiche all’interno del Paese. Lunedì 26 febbraio, per esempio, l’ex editore della rivista nazionale China Youth Daily, Li Datong, ha presentato una lettera aperta al National People’s Congress in cui chiedeva ai legislatori di bocciare la proposta. “La regola dei due mandati, introdotta nel 1982, rappresenta uno dei principali lasciti politici del leader Deng Xiaoping e riflette le enormi sofferenze arrecate dalla Rivoluzione Culturale”, ha affermato. La lettera, inoltre, ha ricevuto l’appoggio di molti esponenti del mondo accademico cinese.

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di Redazione

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