Afghanistan: il presidente Ashraf Ghani propone una tregua ai talebani

Pubblicato il 28 febbraio 2018 alle 14:32 in Afghanistan Asia

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Il presidente afghano, Asharf Ghani, si è detto disposto al dialogo con i talebani senza alcuna precondizione, per porre fine al conflitto nel Paese asiatico.

In occasione dell’inizio del secondo meeting del Kabul Process for Peace and Security Cooperation, Ghani ha affermato che, affinché i talebani diventino un gruppo politico ufficiale, dovranno essere inclusi nel processo di pace. Il presidente ha proposto l’istituzione di un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri talebani, insieme all’organizzazione di nuove elezioni che includano i militanti, e che prevedano ad una revisione costituzionale. “Stiamo facendo questa offerta senza alcuna condizione, così da raggiungere più facilmente un accordo di pace”, ha spiegato Ghani agli ufficiali dei 25 Paesi partecipanti alla conferenza del Kabul Process. Il presidente ha poi esortato i talebani ad accettare l’offerta per salvare l’Afghanistan, affermando che “la pace è nelle loro mani”. Per spingere i militanti a scendere a patti, Ghani ha annunciato che il governo di Kabul fornirà a tutte le famiglie dei talebani passaporti e visti, e rimuoverà le sanzioni contro i loro leader.

Come evidenzia Reuters, i commenti del leader afghano costituiscono un cambiamento significativo nel suo approccio verso i talebani, da lui definiti in passato terroristi e ribelli. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Sedici anni di invasione, tuttavia, non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afghani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. 

La proposta di Ghani è stata avanzata il giorno seguente alla diffusione di una lettera dei talebani, in cui viene affermato che gli Stati Uniti devono accettare una risoluzione pacifica del conflitto, come vuole la popolazione afghana. Nel documento, i militanti dichiarano altresì di essere pronti al dialogo, suggerendo agli ufficiali statunitensi di colloquiare direttamente con il Political Office of Islamic Emirate in Qatar. “Aiuterebbe davvero la situazione se gli Stati Uniti accettassero le richieste legittime del popolo afghano e dialogassero di conseguenza con noi attraverso canali pacifici”, recita il comunicato, in cui viene aggiunto che la guerra non è stata una scelta dei talebani, ma che è stata imposta dall’esterno. Nonostante ciò, i militanti chiedono di riconoscere che il conflitto non possa terminare con le azioni militari, ma che deve essere attuata una strategia di pace che riporti la stabilità in Afghanistan. Dall’altra parte, gli Stati Uniti, al momento, sembrano essere contrari al dialogo, in quanto ritengono che le continue offensive dei militanti dimostrano che non sono ancora pronti a negoziare la pace. L’ultima serie di attacchi da parte dei talebani è avvenuta tra il 23 e il 24 febbraio in diverse parti dell’Afghanistan, quali la provincia di Farah, Kabul e la provincia di Helman, in cui sono morte complessivamente 20 persone.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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