Yemen: veto della Russia sulle sanzioni all’Iran

Pubblicato il 27 febbraio 2018 alle 11:21 in Russia Yemen

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La Russia ha posto il veto sulla bozza di Risoluzione, presentata da Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che condannava l’Iran per aver violato l’embargo sulle armi imposto allo Yemen, inviando missili e droni agli Houthi.

Lunedì 26 febbraio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito per votare in merito alla bozza di Risoluzione, che era stata presentata da Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia dieci giorni prima, il 16 febbraio, sulla base di un report redatto dagli esperti dell’organizzazione internazionale, secondo il quale i missili sparati dagli Houthi contro il territorio dell’Arabia Saudita nel 2017 sarebbero stati prodotti in Iran. In questo contesto, il progetto condannava Teheran per aver violato l’embargo sulle armi del 2015 e chiedeva l’imposizione di ulteriori misure per far fronte a tali infrazioni. Nel 2015, il Consiglio dell’ONU aveva adottato la Risoluzione n.2216 , che imponeva ai ribelli di ritirarsi dalle aree conquistate durante i conflitto, di rinunciare alle armi sequestrate dalle istituzioni militari e di sicurezza e un embargo sulle armi.

In sede di votazione, la bozza ha ottenuto 11 voti a favore, 2 astensioni da parte di Cina e Kazakistan e 1 voto contrario da parte della Bolivia, ma è stata bloccata dal veto imposto dalla Russia. Per poter essere adottata, la Risoluzione avrebbe dovuto ottenere 9 voti a favore e nessun veto. In merito alla decisione di esercitare il diritto di veto, Mosca ha affermato di avere forti perplessità in merito ai risultati mostrati dal report redatto dagli esperti. In questo senso, l’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite ha dichiarato: “Non possiamo concordare sulle conclusioni non comprovate, sulle prove, che richiedono verifiche, e sulle discussioni all’interno del comitato delle sanzioni”.

Durante la sessione di lunedì 26 febbraio, il Consiglio di Sicurezza ha, però, adottato all’unanimità una bozza di Risoluzione, che era stata proposta dalla Russia, la quale impone l’estensione delle sanzioni imposte allo Yemen per il periodo di un anno.

La bozza di Risoluzione che condannava l’Iran per aver violato l’embargo sulle armi imposto allo Yemen nel 2015 era stata fortemente caldeggiata dagli Stati Uniti. Di conseguenza, l’ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha risposto al veto della Russia dichiarando: “Se la Russia continuerà a coprire l’Iran, gli Stati Uniti e i nostri partner dovranno agire da soli. Se non otterremo un’azione da parte del Consiglio, dovremo agire da soli”.

Sia l’Iran sia gli Houthi hanno più volte respinto tali accuse, affermando che le forze armate dello Yemen avrebbero rafforzato le capacità missilistiche da sole. Lunedì 26 febbraio, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qassemi, ha dichiarato che la bozza di Risoluzione contro l’Iran avrebbe aiutato gli “aggressori” e ha criticato il governo britannico per il “comportamento disonesto”. In questo contesto, Qassemi ha affermato: “Non mandiamo armi in Yemen. Questo gioco di condanne viene fatto da coloro che alimentano le fiamme della guerra e dello spargimento di sangue in Yemen”. Secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero iraniano, ciò che sta succedendo in Yemen sarebbe il risultato dell’esportazione delle armi americane e britanniche in Arabia Saudita, la quale avrebbe scatenato la guerra in Yemen nel marzo 2015 per riportare al potere il precedente governo, alleato di Riad.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere, da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba, che supporta il presidente destituito, Rabbo Mansour Hadi. Teheran, invece, sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. Sia la coalizione a guida saudita sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, ampliando così l’influenza sciita o sunnita nella regione. 

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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