Siria: la coalizione USA colpisce i civili

Pubblicato il 27 febbraio 2018 alle 13:41 in Siria USA e Canada

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I raid della coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, hanno causato la morte di 25 civili nel territorio orientale della Siria.

Secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, gli attacchi aerei della coalizione sarebbero stati condotti domenica 25 febbraio e avrebbero colpito il villaggio di Al-Shaafah, situato nel nord della città di Albu Kamal, ex roccaforte dello Stato Islamico nella Siria orientale. I raid sarebbero stati lanciati contro i militanti dell’organizzazione terroristica che si nasconderebbero nel territorio, al confine con l’Iraq, e, per errore, avrebbero colpito i civili, causando un ingente numero di vittime.

In merito alla questione, il direttore dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahman, ha riferito che “25 civili, tra i quali 7 bambini, sono stati uccisi nel villaggio di Al-Shaafah e nelle aree desertiche circostanti nei raid della coalizione che hanno bombardato per tutta la giornata di domenica”. Rahman ha altresì affermato che “questo villaggio è l’ultimo territorio controllato dall’ISIS nell’est della Siria” e si troverebbe sulla riva orientale del fiume Eufrate.

Nell’ultima settimana, i raid della coalizione internazionale hanno più volte colpito i civili nel governatorato di Deir Ezzor. Mercoledì 21 febbraio, gli attacchi avevano bombardato alcuni quartieri residenziali del villaggio di Hajin, situato nella campagna di Deir Ezzor, causando la morte di 12 civili, la maggior parte dei quali donne e bambini, e ingenti danni alle abitazioni e alle strutture commerciali. Il giorno precedente, martedì 20 febbraio, almeno 16 civili, tra cui 9 donne, erano stati uccisi e altri sono rimasti feriti in alcuni raid della coalizione, che avevano colpito il villaggio di Al-Bahra, situato a 45 km a nord-ovest della città di Albu Kamal, nella campagna orientale di Deir Ezzor.

Gli Stati Uniti sono entrati nel conflitto siriano nel 2014 con l’operazione Inherent Resolve, nonostante la contrarietà del presidente siriano Bashar Al-Assad, che aveva definito l’intervento americano “illegittimo e illegale”. Inherent Resolve è l’operazione militare statunitense contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, avviata il 15 giugno 2014, dopo la richiesta ufficiale di sostegno avanzata dal governo iracheno. La missione americana in Siria era iniziata come un supporto militare alle forze curde che combattono l’ISIS. In seguito si è espansa includendo altresì altre missioni mirate a mantenere la pace tra le forze del regime e i ribelli siriani e ad aiutare nella ricostruzione del Paese.

Dopo la sconfitta territoriale dell’ISIS in Siria, annunciata dalla Russia il 7 dicembre 2017, il 17 gennaio, il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, in un discorso sulla strategia degli Stati Uniti per aiutare a porre fine alla guerra civile siriana, tenuto presso la Stanford University, aveva dichiarato che le forze americane sarebbero rimaste in alcune aree del Paese per un periodo di tempo indefinito. Tale decisione farebbe parte di una più ampia strategia mirata a prevenire la rinascita dello Stato Islamico, a spianare la strada, a livello diplomatico, all’eventuale allontanamento del presidente siriano, Bashar Al-Assad, e a ridurre l’influenza dell’Iran nella regione.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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