Siria: violata la tregua nel Ghouta

Pubblicato il 26 febbraio 2018 alle 16:48 in Medio Oriente Siria

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Continuano i bombardamenti nel territorio del Ghouta orientale,  nonostante la tregua di 30 giorni imposta dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sabato 24 febbraio.

Lunedì 26 febbraio, i raid delle forze fedeli al governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad, hanno causato la morte di 23 civili, 17 dei quali della città di Duma, situata nel Ghouta, dove è stata sterminata un’intera famiglia.

Secondo quanto riferito da Al-Jazeera in lingua araba, le forze del governo del presidente Bashar Al-Assad starebbero continuando ad attaccare il territorio, violando in questo modo la tregua imposta sabato 24 febbraio dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Già il giorno successivo all’imposizione del cessate-il-fuoco, domenica 25 febbraio, nel territorio del Ghouta orientale, si sarebbero verificati scontri tra i ribelli e le forze governative. Stando alle informazioni riportate dal quotidiano arabo, i raid aerei delle forze di Al-Assad, sostenute dalla Russia, avrebbero causato la morte di 26 civili. La reazione dell’opposizione avrebbe causato ulteriori vittime.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 14 delle persone colpite nell’attacco contro il villaggio di Al-Shifuniyah, situato nel territorio del Ghouta, che era stato lanciato domenica 25 febbraio, tra le quali vi è anche un bambino, avrebbero mostrato difficoltà respiratorie, dispnea e irritazioni a occhi e pelle e ciò avrebbe fatto pensare a un attacco chimico con gas cloro. In merito alla questione, in un comunicato emanato lunedì 26 febbraio, il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che alcuni gruppi armati avrebbero colpito numerose postazioni delle forze fedeli al governo di Al-Assad. Secondo Mosca, i ribelli avrebbero utilizzato alcuni gas velenosi in modo provocatorio, con lo scopo di accusare le forze del presidente di aver condotto attacchi chimici.

Sabato 24 febbraio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva approvato all’unanimità la Risoluzione che impone una tregua di 30 giorni in Siria, per permettere l’accesso degli aiuti umanitari e le evacuazioni mediche. La decisione era stata adottata in seguito all’escalation di violenza che aveva colpito la regione del Ghouta orientale durante la settimana precedente. Secondo i dati riferiti sabato 24 febbraio dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, il bilancio delle vittime sarebbe stato di 520 morti, tra i quali 127 bambini e 75 donne, e di più di 2.500 feriti. Su espressa richiesta di Mosca, fanno eccezione a questa tregua “individui, gruppi ed entità affiliati con Al-Qaeda e con lo Stato Islamico, così come altri gruppi terroristici riconosciuti dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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