Italiani rapiti in Messico: 4 arresti

Pubblicato il 26 febbraio 2018 alle 6:06 in Italia Messico

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I tre italiani spariti in Messico da ormai 25 giorni sono in mano ad un gruppo criminale. È quanto ha reso noto in conferenza stampa il procuratore generale dello stato di Jalisco, Raúl Sánchez. Già da giorni indiscrezioni riguardo al rapimento dei tre uomini da parte del Cartello Jalisco Nueva Generación, uno dei più pericolosi e sanguinari del Messico.

Secondo gli investigatori Vincenzo Cimmino, Raffaele e Antonio Russo sono stati rapiti da quattro poliziotti e da questi consegnati al gruppo criminale. I quattro membri della polizia locale di Tecalitlán, tre uomini e una donna, sono stati arrestati nel corso della giornata di sabato, ha comunicato il procuratore Sánchez.

Il capo della polizia di Tecalitlán, ha aggiunto il procuratore, è sparito ed è irreperibile ormai da giorni. Sánchez ha dichiarato di non avere elementi per affermare che i tre sequestrati siano ancora vivi, come nn ha elementi riguardo alle responsabilità del Cartello Jalisco Nueva Generación.

Vincenzo Cimmino, Raffaele e Antonio Russo, tutti originari di Napoli, sono stati visti l’ultima volta a Tecalitlán, un comune di 16000 abitanti al confine con lo stato di Michocán, il 31 gennaio scorso. I tre italiani si erano recati in Messico per motivi commerciali e non turistici – ha spiegato il procuratore Sánchez, che ha aggiunto che uno dei tre era stato detenuto in un altro stato del Messico.

Raffaele Russo, 60 anni, il figlio Antonio, 25, e il nipote Vincenzo Cimmino, ventinovenne, erano commercianti di prodotti elettronici cinesi. Il procuratore ipotizza una truffa nella vendita di generatori elettrici come motivo del rapimento.

Secondo la stampa messicana Raffaele Russo rivendeva il materiale cinese rimarcandolo come tedesco, utilizzando il marchio Bosch per la precisione. Russo sarebbe stato fermato per frode nel 2007 nello stato di Campeche, nella parte nordorientale della penisola dello Yucatan, di conseguenza in alcuni hotel si era registrato con falsa identità sin dagli ultimi mesi del 2017.

Il sessantenne sarebbe stato rapito per primo, secondo quanto riferisce la famiglia, e i due giovani sarebbero stati fermati dalla polizia mentre erano alla ricerca del primo. Da quel momento si sono perse le tracce dei tre italiani. La famiglia nega, inoltre, qualunque legame tra Russo e il narcotraffico.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino 

di Redazione

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