Iraq: esteso l’embargo aereo nel Kurdistan

Pubblicato il 26 febbraio 2018 alle 17:20 in Iraq Medio Oriente

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Il governo di Baghdad ha esteso l’embargo aereo imposto alla regione del Kurdistan iracheno fino al 31 maggio.

In alcune dichiarazioni, rilasciate all’emittente curda Kurdistan 24, il direttore generale dell’aeroporto internazionale di Erbil, Talal Fayeq, ha confermato l’estensione dell’embargo aereo alla regione irachena per il periodo di 3 mesi. La misura dovrebbe diventare effettiva a partire dal 28 febbraio, data in cui scadrà l’ultimo rinnovo dell’embargo.

I voli da e verso la regione del Kurdistan iracheno sono sospesi dal 29 settembre 2017. La misura era stata adottata dal primo ministro dell’Iraq, Haider Al-Abadi, in risposta al referendum sull’indipendenza della regione dal Paese, che si era tenuto il 25 settembre 2017 e si era concluso con un plebiscito a favore dell’autonomia. Inizialmente, il blocco aereo sarebbe dovuto rimanere in vigore per 72 ore, fino alla consegna del controllo degli aeroporti di Erbil e Sulaymaniyah a Baghdad. In seguito al rifiuto della richiesta del governo centrale da parte del ministro dei Trasporti della regione del Kurdistan iracheno, Mawlud Bawamurad, il 28 dicembre 2017, il governo centrale di Baghdad aveva esteso l’embargo aereo alla regione del Kurdistan iracheno per il periodo di due mesi, fino al 28 febbraio.

I rapporti tra Baghdad e la regione del Kurdistan sono tesi dal voto sul referendum, in seguito al quale si sono verificati numerosi scontri tra le due parti, in particolare nella città di Kirkuk. La regione di Kirkuk, ricca di petrolio, è rivendicata sia dai curdi sia da Baghdad. Ad agosto, nonostante si trovasse sotto il controllo del governo centrale iracheno, Kirkuk aveva deciso di partecipare al referendum sull’indipendenza del Kurdistan dall’Iraq, ottenendo una dura reazione dal governo iracheno che aveva definito la decisione della regione “inaccettabile e sbagliata”. In seguito ad una serie di scontri, lunedì 16 ottobre, le forze di Baghdad erano riuscite a entrate a Kirkuk, costringendo i Peshmerga a ritirarsi dal territorio, all’interno di una missione militare che è stata definita da Baghdad “l’operazione per imporre la sicurezza a Kirkuk”.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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