Yemen: duplice attentato ad Aden, almeno 14 morti

Pubblicato il 25 febbraio 2018 alle 10:02 in Medio Oriente Yemen

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Almeno 14 persone sono morte e oltre 40 sono state ferite a causa dell’esplosione di due autobombe nella città yemenita meridionale di Aden. L’ISIS ha rivendicato l’attacco.

Sabato 24 febbraio, due autobombe sono esplose nella città portuale di Aden, nello Yemen meridionale. A riferirlo sono stati i residenti locali e le equipe di medici intervenuti sul posto. L’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico, tramite una dichiarazione rilasciata dalla sua agenzia di stama, Amaq.

Il duplice attentato sembrerebbe essere stato diretto contro un accampamento, situato nella parte sudoccidentale della città, e usato dalle forze antiterroristiche. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver udito due grandi detonazioni nell’area, immediatamente seguite da una cappa di fumo e dalle sirene delle ambulanze che hanno caricato i feriti. Alcuni testimoni, in un primo momento, hanno affermato che il bersaglio dell’attacco era un ufficio del Consiglio Transitorio Meridionale separatista, ma in seguito un membro di tale gruppo ha smentito la notizia, riferendo che la struttura non è stata toccata dall’esplosione.

Alcuni membri della principale struttura ospedaliera di Aden, Jumhouriya, hanno riferito di aver accolto presso l’ospedale i corpi di cinque vittime, principalmente soldati, insieme a numerosi feriti, di cui una larga parte civili.

Le detonazioni, avvenute per l’esattezza nel distretto di Tawahi, in un’area conosciuta sotto il nome di Gold Mohr, hanno danneggiato strutture e autovetture di proprietà di civili parcheggiate nei pressi della base militare, ricoprendo le strade limitrofe di detriti.

Si tratta del primo attentato di questo tipo da quando, nello scorso mese di gennaio 2018, sono scoppiate violente sparatorie tra separatisti del sud e forze governative fedeli al presidente del Paese, Abd-Rabbu Mansour Hadi, per assicurarsi il controllo della città yemenita. Il culmine di tali tensioni si è raggiunto domenica 28 gennaio, quando in seguito a violenti scontri tra le due fazioni sono morte 16 persone e altre 141 sono rimaste ferite, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa yemenita SABA.

Le insurrezioni dei separatisti del Sud, che chiedono l’indipendenza del territorio dallo Yemen settentrionale, non sono nuove. Tra il 4 maggio e il 7 luglio 2014, nel Paese si era combattuta una guerra civile tra le forze del nord, favorevoli all’unione, e quelle del sud, che sostenevano la separazione dei due territori. Il conflitto si era concluso con la sconfitta dei separatisti e la riunificazione dello Yemen.

Oltre agli scontri tra i separatisti e le forze del presidente Hadi, in Yemen è in corso, dal 22 marzo 2015, una guerra civile che vede schierati da un lato gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, sostenuto dall’Iran, e dall’altro le forze del governo di Hadi. Il 26 marzo 2015, nel conflitto è entrata anche la coalizione araba a guida saudita, che sostiene il presidente yemenita e comprende, oltre all’Arabia Saudita, anche Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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