Russia: le forze antigovernative siriane rispettino la tregua

Pubblicato il 25 febbraio 2018 alle 16:38 in Russia Siria

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La Russia sta facendo affidamento sulle potenze straniere, sostenitrici delle forze antigovernative in Siria, affinché si assicurino che la tregua imposta dall’Onu venga osservata dai ribelli.

A renderlo noto, nella giornata di domenica 25 febbraio, è il ministero degli Esteri di Mosca, sulla sua pagina web ufficiale, sulla quale ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di contare sui sostenitori internazionali dei gruppi militanti antigovernativi in Siria, affinché essi si assicurino che la loro fazione smetta di portare avanti attività militari nell’area nell’interesse di un transito sicuro e rapido dei convogli umanitari. Il ministero assicura infine che la Russia monitorerà da vicino tali operazioni.

Nel corso della medesima giornata, sono stati riportati vari scontri tra i ribelli e le forze governative del Paese – queste ultime fedeli al presidente Bashar Al-Assad – nelle aree che sono ancora in mano agli insorti, in particolare nei pressi della capitale siriana Damasco. Ciò a discapito dell’ingiunzione di cessare il fuoco per 30 giorni nel distretto per poter permettere agli aiuti sanitari e umanitari di entrare nella zona interessata dal conflitto, sulla base della Risoluzione recentemente approvata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sabato 24 febbraio.

Precedentemente, nella mattina di domenica, anche la Turchia e l’Iran avevano commentato la Risoluzione delle Nazioni Unite. Ankara ha accolto positivamente il cessate-il-fuoco. Per quanto riguarda Teheran, il comandante delle forze iraniane presenti sul posto, il generale Mohammad Baqeri, ha informato che le sue truppe rispetteranno la risoluzione di tregua; tuttavia, sottolineando che la stessa Risoluzione prevede l’esonero della tregua in alcune zone della periferia di Damasco, che si trovano in mano ai terroristi, il generale iraniano ha annunciato che in tali distretti le operazioni iraniane continueranno. L’Iran e la Russia sono i due alleati principali del governo di Assad, e sono entrambi attualmente impegnati a combattere attivamente contro i ribelli insorti e le forze antigovernative, appoggiate invece da Ankara.

Nell’arco dei sette anni di guerra civile in Siria, a partire dal 15 marzo 2011, sono stati vari i tentativi di imporre cessate-il-fuoco alle fazioni in conflitto. Tuttavia, tutte le tregue precedenti sono velocemente decadute, o non sono state rispettate dalle parti.

Il Consiglio dell’Onu si è riunito nel pomeriggio di sabato 24 febbraio, dopo un duplice rinvio, e ha votato unanimemente in favore del cessate-il-fuoco in Siria. Tale decisione fa seguito a una settimana di intensi bombardamenti portati avanti dal governo siriano, guidato dal presidente Al-Assad, contro i ribelli situati in un’enclave del Ghouta orientale. L’offensiva è iniziata nella serata di domenica 18 febbraio e sta continuando tuttora. Finora i bombardamenti hanno causato la morte di oltre 370 civili, tra i quali donne e bambini, e il ferimento di oltre 1500 persone. Al riguardo, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha affermato che la situazione nella regione assomiglia “all’inferno in Terra”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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