Cina: Partito Comunista aprirà terza sessione plenaria

Pubblicato il 25 febbraio 2018 alle 11:51 in Asia Cina

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Il Partito Comunista Cinese aprirà, lunedì 26 febbraio, la sua terza sessione plenaria, della durata di tre giorni, per discutere l’approfondimento delle riforme e per delineare le più importanti figure del personale, in vista del rimpasto del governo previsto per il mese prossimo.

In seguito a una riunione con il presidente cinese, Xi Jinping, tenutasi sabato 24 febbraio, il Comitato Centrale del partito ha annunciato l’organizzazione di un meeting, da lunedì 26 a mercoledì 28 febbraio. Durante l’incontro con il leader del Paese, che è anche il capo del Partito Comunista Cinese, sono state discusse una serie di proposte per quanto riguarda l’approfondimento delle riforme sui corpi governativi, che dovranno essere approvate formalmente. Secondo la dichiarazione rilasciata in seguito alla riunione, la Cina necessita di “supportare ulteriormente le riforme strutturali”, “approfondire le riforme in determinate aree” e “aumentare i consumi e gli investimenti effettivi”. Inoltre, il governo “deve mantenere la continuità e la sostenibilità della sua politica economica”.

L’incontro del 26 febbraio sarà la terza sessione plenaria dalla fine del XIX Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese, tenutosi dal 18 al 25 ottobre 2017. Tradizionalmente, il terzo incontro di questo tipo è sempre dedicato alle riforme.

L’altro argomento di discussione dell’incontro di sabato è stato le figure del personale da definire, che comprendono il premier, i ministri e anche alcuni direttori, come per esempio quello della Banca Centrale del Paese. Tali posizioni verranno formalmente decise e messe al voto al Parlamento il 5 marzo. Tuttavia, alcune delle cariche più importanti erano già state rivelate durante il XIX Congresso del partito, come ad esempio quella per il direttore della People’s Bank of China, la Banca Popolare Cinese, che potrebbe essere affidata a Liu He, un economista laureato ad Harvard e fidato confidente del presidente Xi.

Il Parlamento voterà anche per modificare la Costituzione, in modo da inserirvi “il pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era” e delineare le basi per la creazione di un nuovo corpo anti corruzione.

Durante l’incontro del Comitato Centrale del Partito è stata proposta altresì la rimozione dell’espressione dalla Costituzione che afferma che il presidente e il vice presidente cinesi “debbano servire non più di due mandati consecutivi”, che constano di 5 anni ognuno. Xi Jinping ha cominciato il suo secondo mandato a ottobre, alla fine del Congresso del Partito, che si tiene una volta ogni 5 anni, e verrà formalmente rieletto il 5 marzo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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