USA: nuove intercettazioni navali contro la Corea del Nord

Pubblicato il 24 febbraio 2018 alle 10:38 in Corea del Nord USA e Canada

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L’amministrazione Trump e alcuni alleati asiatici si stanno preparando per espandere le intercettazioni di navi sospette, trovate in violazione delle sanzioni imposte sulla Corea del Nord.

La decisione potrebbe includere l’impiego della Guardia Costiera statunitense per fermare e perquisire le navi in acque asiatiche e pacifiche, secondo quanto riportato da un funzionario statunitense. Washington ha discusso l’idea con alcuni partner regionali, fra i quali Giappone, Corea del Sud, Australia e Singapore, per coordinare un inasprimento di controlli volto a ridurre ulteriormente l’utilizzo, da parte di Pyongyang, i tratte marittime per sviluppare il suo programma missilistico nucleare.

La strategia imporrebbe una localizzazione più accurata e la possibile confisca delle navi sospettate di trasportare componenti balistiche e altri beni vietati da e verso la Corea del Nord. In base all’estensione della campagna, gli Stati Uniti potrebbero decidere altresì di potenziare le forze aeree e navali nell’area. I controlli comprenderebbero le navi trovate nelle acque nazionali dei Paesi che hanno intenzione di collaborare.

L’iniziativa mostra la crescente necessità di Washington di costringere Pyongyang a sedere al tavolo delle trattative, con l’obiettivo di far abbandonare al Paese il suo programma missilistico nucleare. La Corea del Nord, secondo quanto riportato da Reuters, potrebbe completare a breve lo sviluppo di un missile a testata nucleare capace di colpire il territorio statunitense, nonostante l’esistenza di sanzioni internazionali imposte proprio per scongiurare questa possibilità. Tuttavia, in più di un’occasione la Corea del Nord è stata colta nel trasferire da una nave all’altra beni banditi o a introdurli illegalmente nel Paese.

L’iniziativa, oltre a poter minacciare la fragile diplomazia instauratasi tra Pyongyang e Seul grazie alle Olimpiadi Invernali, potrebbe spingere il regime di Kim Jong-Un a una serie di ritorsioni, dividendo in questo modo la comunità internazionale. La Cina e la Russia, che presso le Nazioni Unite hanno bloccato gli sforzi degli Stati Uniti di ottenere l’approvazione per l’utilizzo della forza contro la Corea del Nord, probabilmente si opporranno anche a queste sanzioni. Il Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato di non essere a conoscenza del piano statunitense, sottolineando che la Cina ritiene che prima di tutto bisogna attuare appieno le restrizioni imposte dall’Onu.

La notizia del piano per intercettare le navi sospette è stata diffusa in seguito all’imposizione, venerdì 23 febbraio, di ulteriori sanzioni su una dozzina di aziende e imbarcazioni connesse alle tratte marittime nordcoreane, facendo pressioni sulle Nazioni Unite per inserire una serie di enti nella blacklist. La mossa è considerata essere un ulteriore tentativo di fermare le attività di contrabbando marittimo della Corea del Nord, per ottenere petrolio e vendere carbone. In concomitanza con questa azione, gli Stati Uniti avevano dichiarato che avrebbero annunciato a breve il pacchetto di sanzioni più rigido mai adottato finora contro la Corea del Nord.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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