Siria: Consiglio Onu approva tregua di 30 giorni

Pubblicato il 24 febbraio 2018 alle 21:13 in Medio Oriente Siria

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha infine approvato all’unanimità la risoluzione che impone una tregua di 30 giorni in Siria.

Il Consiglio dell’Onu – composto da 15 Paesi membri, di cui 5 permanenti, ossia Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti – si è riunito nel pomeriggio di sabato 24 febbraio dopo un duplice rinvio e ha votato unanimemente in favore del cessate-il-fuoco in Siria, volto a garantire l’accesso di aiuti medici e umanitari nelle aree coinvolte dal conflitto.

L’ambasciatrice degli Stati Uniti presso l’Onu, Nikki Haley, ha chiesto che la tregua venga resa effettiva immediatamente. Tale cessate-il-fuoco dovrebbe entrare in vigore 72 ore dopo l’adozione della Risoluzione, mentre la consegna degli aiuti umanitari e le evacuazioni mediche dopo 48 ore. Oltre a ciò, la Risoluzione impone la fine immediata di tutti gli assedi, tra i quali quello del Ghouta orientale, di Yarmouk, di Foua e di Kefraya. L’accordo specifica altresì che il cessate-il-fuoco non verrà applicato allo Stato Islamico o ad Al-Qaeda, consentendo al governo siriano di continuare la sua offensiva contro i jihadisti presenti nel governatorato di Idlib. Su espressa richiesta di Mosca, fanno eccezione a questa tregua anche “altri individui, gruppi ed entità affiliati con Al-Qaeda e con lo Stato Islamico, così come altri gruppi terroristici riconosciuti dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

 

Il voto dell’Onu è stato più volte rimandato a partire da giovedì 22 febbraio, in quanto i membri del Consiglio non riuscivano a raggiungere un accordo. In particolare la Russia, alleata siriana, chiedeva che venissero emendati dei cambiamenti last-minute. In tale contesto, alcuni diplomatici occidentali hanno accusato la Russia di prendere tempo per ritardare l’applicazione del cessate-il-fuoco. In seguito alla prima proroga, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avrebbe dovuto nuovamente riunirsi venerdì 23 febbraio, per votare in merito all’adozione della bozza di Risoluzione, che è stata inizialmente presentata all’organo dell’ONU il 9 febbraio dalla Svezia e dal Kuwait. Anche la seconda data convenuta è poi slittata al giorno successivo, sabato 24 febbraio, in cui la riunione ha effettivamente avuto luogo.

“Non si tratta di un accordo di pace sulla Siria, il testo è inteso puramente a scopo umanitario” ha affermato l’ambasciatore svedese presso le Nazioni Unite, Olof Skoog, cofirmatario del testo insieme al suo omologo del Kuwait. Durante la negoziazione dell’accordo, gli occidentali hanno respinto la proposta della Russia di dare il via libera di Damasco a qualsiasi convoglio umanitario.

La decisione del Consiglio di Sicurezza fa seguito a una settimana di intensi bombardamenti portati avanti dal governo siriano, guidato dal presidente Bashar Al-Assad, contro i ribelli situati in un’enclave del Ghouta orientale. L’offensiva è iniziata nella serata di domenica 18 febbraio e sta continuando tuttora. Finora i bombardamenti hanno causato la morte di oltre 370 civili, tra i quali donne e bambini, e il ferimento di oltre 1500 persone. Al riguardo, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in precedenza ha affermato che la situazione nella regione assomiglia “all’inferno in Terra”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e francesi redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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