UE raddoppierà i fondi per il G5 Sahel

Pubblicato il 23 febbraio 2018 alle 16:40 in Africa Europa

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L’Unione Europea raddoppierà i fondi destinati alle operazioni multinazionali militari nell’Africa occidentale e nel Sahel del corpo antiterrorismo G-5 Sahel, per contrastare le offensive islamiste e i flussi migratori.

La notizia è stata annunciata in occasione di una conferenza di circa 50 Paesi donatori, tra cui gli Stati Uniti, il Giappone e la Norvegia. “Non si tratta di beneficenza, è una vera e propria associazione”, ha spiegato l’Alto Rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, promettendo che i fondi destinati al G5 Sahel verranno raddoppiati a 100 milioni di euro.

Il nuovo corpo antiterrorismo, composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso, è stato creato nel febbraio 2017 per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la formazione del G5 Sahel nel giugno 2017. Il 30 ottobre scorso, gli Stati Uniti hanno promesso di fornire 60 milioni di dollari al nuovo corpo, che si sono aggiunti a 58 milioni di dollari donati inizialmente dall’Unione Europea. 

Durante la conferenza sono stati raccolti complessivamente 500 milioni di dollari a supporto del G5 Sahel. Il presidente del Niger, Mohamadou Issoufou, ha spiegato che molti in Africa hanno soltanto due opzioni di vita: cercare di raggiungere l’Europa via mare rischiando di morire, o finire nelle mani dei militanti. “Dobbiamo agire in modo diretto per cambiare il volto della regione del Sahel, o rischieremo di vederla cadere in un caos di violenza”, ha commentato il leader nigerino. Le imboscate contro l’esercito americano in Niger, nel mese di ottobre, hanno sottolineato la gravità della minaccia e dell’insicurezza dell’area. Il 4 ottobre 2017, 3 ufficiali delle forze speciali statunitensi sono stati uccisi, mentre altri 2 sono stati feriti nell’area rurale di Niamey, situata a circa 200 km a nord della capitale nigerina, al confine con il Mali. Il 23 ottobre, in un secondo assalto sono morti altri 4 soldati statunitensi e 5 nigerini.

La Francia, che dal 2013 dispone di 4,000 truppe posizionate nel nord del Mali, è uno dei principali sostenitori del G5 Sahel. In particolare, l’obiettivo del presidente Emmanuel Macron sarebbe quello di far trasferire parte dei finanziamenti che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu destina alle 10,000 truppe di peacekeeping della missione MINUSMA, alle forze multinazionali che operano in Sahel. È previsto che Parigi destini 1.2 miliardi di euro al fondo per lo sviluppo della regione per i prossimi 5 anni. A tale proposito, la Mogherini ha riferito che l’UE spenderà 8 miliardi di euro in aiuti per lo sviluppo dell’area nei prossimi 8 anni. “La pace non ha prezzo ed è fatta di supporto finanziario”, ha affermato l’Alto Rappresentante.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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