Libia: accordo tra Cir e UNHCR per proteggere e assistere migranti e sfollati

Pubblicato il 23 febbraio 2018 alle 8:34 in Immigrazione Libia

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Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir) ha firmato un accordo con la UN Refugee Agency (UNHCR) in Libia per attuare diverse attività di sviluppo, volte a proteggere e ad assistere i rifugiati, i migranti e gli sfollati interni.

Secondo quanto riferito da un comunicato del Cir, le iniziative comprendono la creazione di pozzi, il miglioramento del sistema idrico, soprattutto negli ospedali e dei centri medici, la creazione di aree adibite ai bambini, lo smaltimento dei rifiuti e la promozione di progetti di lavoro. Le autorità locali concorderanno con gli ufficiali del Cir e della UN Refugee Agency le mosse da mettere in atto in base alle esigenze delle varie comunità. Intanto, è previsto che il Cir realizzi 140 progetti a impatto immediato (Quick Impact Project) a Tripoli, Zwara, Sirte, Tawarga e nella zona di Fezzan, nel sud della Libia. Tali progetti avranno effetti immediati sulla popolazione, coinvolgendo in tutte le fasi i migranti e gli sfollati per creare opportunità di lavoto e per favorire l’integrazione nelle comunità. Nell’ambito della sicurezza e della protezione, il Cir istituirà due Centri di Sviluppo che fungeranno da sportelli per l’assistenza umanitaria di base, medica, legale e psicologica. I soggetti vulnerabili verranno altresì segnalati alla UN Refugee Agency per essere inseriti nei programmi dei corridoi umanitari.

Secondo le registrazioni effettuare dall’IOM, sono più di 400.000 i migranti rinchiusi nei centri di detenzione in Libia, anche se è stato stimato che siano complessivamente 700.000. In tali luoghi, gli individui sono costretti a vivere in condizioni precarie, senza abbastanza cibo, acqua e altri beni di prima necessità. Molti centri sono talmente affollati che i migranti non hanno spazio nemmeno per sdraiarsi. Inoltre, sono sistematicamente sottoporti a torture e abusi, che non vengono risparmiati nemmeno alle donne e ai minori. 

Occorre ricordare che la Libia versa in una situazione di caos e instabilità da quando il dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011. Da allora, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transizione democratica e, ancora oggi, è diviso in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza degli Stati Uniti e dell’Onu; il secondo a Tobruk, sotto l’influenza della Russia e dell’Egitto. I trafficanti di esseri umani, ormai da anni, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dal primo gennaio al 19 febbraio 2018, sono giunti in Europa via mare 8.842 migranti.

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati è un’organizzazione umanitaria indipendente, nata nel 1990 in Italia, su iniziativa delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di difendere i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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