Israele – Palestina: quasi pronta la proposta di pace degli USA

Pubblicato il 23 febbraio 2018 alle 17:23 in Palestina USA e Canada

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L’amministrazione Trump ha quasi completato la proposta di pace per il Medio Oriente e la diffonderà a breve, secondo quanto riferito dall’ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, Nikki Haley.

Giovedì 22 febbraio, in occasione della sessione di domande e risposte che si è tenuta presso l’Institute of Politics dell’Università di Chicago, la Haley ha dichiarato che la proposta americana sarebbe quasi pronta, ma che i negoziatori americani, Jared Kushner, genero e consigliere senior del presidente americano, Donald Trump, e Jason D. Greenblatt, assistente del presidente e rappresentante speciale per le negoziazioni internazionali, starebbero “ancora andando avanti e indietro”.

Qualche giorno prima che la Haley rilasciasse tali dichiarazioni, martedì 20 febbraio, Kushner e Greenblatt avevano incontrato gli ambasciatori del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e avevano chiesto loro di supportarli, con riferimento al progetto di pace americano.

In merito al contenuto della proposta, l’ambasciatrice americana ha affermato che il piano “non sarà amato da entrambe le parti e non sarà odiato da nessuna delle due parti, ma è un modello per cominciare le negoziazioni”. Le dichiarazioni della Haley dimostrerebbero che l’amministrazione americana sarebbe ancora impegnata nella realizzazione del cosiddetto accordo del secolo, proposto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per porre fine al conflitto israelo-palestinese.

L’impegno di Washington continuerebbe nonostante l’opposizione del presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, nei confronti della mediazione degli Stati Uniti nel processo di pace con Israele. In questo contesto, martedì 20 febbraio, in occasione del suo primo discorso all’ONU dal 2009, Abbas aveva esortato le potenze internazionali ad avviare un nuovo processo di pace e ad adottare un approccio comune nei confronti della questione palestinese, mirato a salvare la soluzione a due Stati, senza che il processo di pace sia un’esclusiva degli Stati Uniti.

Oltre a ciò, domenica 14 gennaio, durante un incontro dei leader del Consiglio Centrale palestinese, il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, aveva ribadito che non avrebbe accettato che gli Stati Uniti svolgessero il ruolo di mediatore nei negoziati di pace tra Israele e il popolo palestinese e aveva chiesto che venisse avviato un processo guidato dalla comunità internazionale. Abbas aveva già chiarito la propria posizione in merito al ruolo degli Stati Uniti nel processo di pace israelo-palestinese il 22 dicembre 2017, in occasione di una conferenza stampa congiunta con il proprio omologo francese, Emmanuel Macron. In tale occasione, il presidente palestinese aveva affermato che non avrebbe più considerato Washington un partecipante onesto alle trattative di pace con Israele, pertanto il ruolo del governo statunitense come mediatore nel processo non sarebbe più stato accettato.

Abbas ha assunto tale posizione di contrasto nei confronti del presidente americano dopo che, il 6 dicembre 2017, Trump aveva annunciato ufficialmente il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e la decisione di trasferirvi l’ambasciata americana.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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