Guerra all’ISIS: il bilancio dei civili uccisi dalla coalizione USA

Pubblicato il 23 febbraio 2018 alle 15:26 in Siria USA e Canada

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La coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico ha riconosciuto la responsabilità dell’uccisione di 10 civili in Siria, a causa dei raid condotti dai propri aerei. Tale episodio fa aumentare il numero delle vittime civili della coalizione internazionale a 841 in circa 3 anni.

Gli Stati Uniti sono entrati nel conflitto siriano nel 2014 con l’operazione Inherent Resolve, nonostante la contrarietà del presidente siriano Bashar Al-Assad, che aveva definito l’intervento americano “illegittimo e illegale”. Inherent Resolve è l’operazione militare statunitense contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, avviata il 15 giugno 2014, dopo la richiesta ufficiale di sostegno avanzata dal governo iracheno. La missione americana in Siria era iniziata come un supporto militare alle forze curde che combattono l’ISIS. In seguito si è espansa includendo altresì altre missioni mirate a mantenere la pace tra le forze del regime e i ribelli siriani e ad aiutare nella ricostruzione del Paese.

Dopo la sconfitta territoriale dell’ISIS in Siria, annunciata dalla Russia il 7 dicembre 2017, il 17 gennaio, il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, in un discorso sulla strategia degli Stati Uniti per aiutare a porre fine alla guerra civile siriana, tenuto presso la Stanford University, aveva dichiarato che le forze americane sarebbero rimaste in alcune aree del Paese per un periodo di tempo indefinito. Tale decisione farebbe parte di una più ampia strategia mirata a prevenire la rinascita dello Stato Islamico, a spianare la strada, a livello diplomatico, all’eventuale allontanamento del presidente siriano, Bashar Al-Assad, e a ridurre l’influenza dell’Iran nella regione.

Secondo quanto si legge in un comunicato pubblicato sul sito della missione Inherent Resolve il 22 febbraio, durante il mese di gennaio, la coalizione internazionale, sostenuta dai suoi alleati, avrebbe continuato a combattere in Siria per assicurare la sconfitta definitiva dei militanti dell’ISIS. Al momento, grazie all’operazione a guida americana, sarebbe stato liberato più del 98% del territorio e 7,7 milioni di iracheni e siriani che si trovavano sotto il controllo dell’organizzazione terroristica.

Stando alle informazioni riportate dal documento, al momento, la coalizione sarebbe responsabile di aver causato almeno 841 vittime collaterali nel periodo di 3 anni, ovvero dall’inizio dell’operazione Inherent Resolve. Oltre a ciò, al momento, sarebbero incorso indagini per determinare la responsabilità della coalizione nella morte di altri 485 civili.

Tra l’agosto 2014 e il gennaio 2018, la coalizione internazionale, a guida americana, ha condotto un totale di 29.070 raid aerei. In questo periodo, le vittime accertate uccise dai raid sono state 218, mentre sono incorso indagini in merito alla responsabilità della morte di 2.015 civili.

In merito all’ultimo episodio, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa siriana SANA, nei giorni di martedì 20 e mercoledì 21 febbraio, i raid aerei della coalizione internazionale, a guida americana, avevano causato la morte di almeno 28 civili, tra i quali donne e bambini, nel governatorato di Deir Ezzor, situato nella Siria orientale.

Il primo attacco, verificatosi il 20 febbraio, avrebbero perso la vita alemno 16 civili, tra cui 9 donne, nel villaggio di Al-Bahra, situato a 45 km a nord-ovest della città di Albu Kamal, nella campagna orientale di Deir Ezzor. Il giorno successivo, il 21 febbraio, un secondo attacco avrebbe colpito alcuni quartieri residenziali del villaggio di Hajin, nella campagna di Deir Ezzor, causando la morte di 12 civili, la maggior parte dei quali donne e bambini, e ingenti danni alle abitazioni e alle strutture commerciali.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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