Filippine: ISIS cerca di insediarsi nuovamente nel sud del Paese

Pubblicato il 23 febbraio 2018 alle 18:20 in Asia Filippine

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Lo Stato Islamico sta cercando di ristabilire una base nel sud delle Filippine, dove era riuscito a tenere Marawi sotto assedio per 5 mesi dal 23 maggio al 23 ottobre 2017.

La notizia è stata annunciata dall’esercito di Manila, il quale ha reso noto che circa 200 jihadisti si sono scontrati più volte con le forze di sicurezza nel corso dei primi due mesi del 2018. “Non hanno abbandonato l’obiettivo di creare un califfato nel sud-est asiatico”, ha spiegato il colonnello Romero Brawner, aggiungendo che la zona di Mindanao costituisce il terreno più fertile della regione, in quanto è il più vulnerabile. Il 23 maggio 2017, quando i terroristi del gruppo Maute, fedele all’ISIS, sono entrati a Marawi sventolando le bandiere nere, il presidente Rodrigo Duterte, in carica dal giugno 2016, ha imposto la legge marziale su tutta l’isola. Gli scontri tra l’esercito filippino e i jihadisti si sono conclusi ufficialmente il 23 ottobre 2017, dopo che, circa due settimane prima, erano stati uccisi i leader islamisti, Omar Maute e Isnilon Apilon. Il bilancio finale delle vittime è stato pari a 100.000. Come riportato dai media internazionali, il termine degli scontri armati non è da considerarsi sufficiente alla fine della minaccia terroristica. Le autorità di Manila devono infatti impegnarsi a comprendere come sia stato possibile un assedio così lungo, e come abbiano fatto i militanti a godere dell’appoggio della comunità locale.

Secondo il capo della polizia di Marawi, che è anche un imam, le ragioni dell’assedio non sono essere solo religiose, ma anche economiche. Prima di prendere il controllo della città, i militanti si erano infiltrati tra i civili e avevano avviato una campagna di reclutamento, offrendo anche ingenti somme di denaro, pari a circa 1.400 dollari, secondo quando ha riferito un testimone a ChannelNewsAsia, a chi si fosse unito al gruppo fedele all’ISIS. Un’altra causa della diffusione delle ideologie radicaliste nelle Filippine è dovuta alla metodologia di insegnamento delle scuole islamiche, secondo Muhd Saiful Alam Shah, ricercatore del Centro Studi per la Violenza Politica e il Terrorismo della Nanyang Technological University.

Al momento, le truppe filippine si stanno impegnando nel contrastare le nuove offensive dei terroristi, i quali stanno compiendo un’intensa attività di reclutamento in tutto il sud-est asiatico. Non a caso, molti dei nuovi seguaci provengono dall’Indonesia, ha riferito l’esercito.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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