Ghouta: la Russia convoca riunione del Consiglio di Sicurezza

Pubblicato il 22 febbraio 2018 alle 15:19 in Russia Siria

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La Russia ha convocato un incontro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per giovedì 22 febbraio, al fine di discutere la “situazione complessa” del territorio siriano del Ghouta orientale.

Mercoledì 21 febbraio, il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, l’ambasciatore Vassily Nebenzia, ha dichiarato che l’incontro aperto permetterà a tutte le parti di “esporre il proprio punto di vista, ciò che sanno della situazione e di trovare modi per porvi fine” e ha aggiunto: “Credo che sia necessario, considerando la preoccupazione che abbiamo provato oggi”. Il diplomatico russo ha altresì affermato: “Lì ci sono terroristi che l’esercito siriano sta combattendo e i terroristi stanno bombardando Damasco. È una situazione complessa e non una strada a senso unico”.

La Russia ritiene il gruppo Jabhat Al-Nusra, conosciuto anche con il nome di Al-Qaeda in Siria, presente nel Ghouta, responsabile dell’uccisione dei civili nel territorio. Gli Stati Uniti e l’Osservatorio siriano per i diritti umani, invece, hanno accusato Mosca di aver sostenuto le forze del presidente siriano nei bombardamenti che hanno colpito il Ghouta. Da parte sua, lo stesso giorno in cui l’ambasciatore russo ha convocato la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mercoledì 21 febbraio, il Cremlino ha negato il coinvolgimento di Mosca negli attacchi aerei che stanno colpendo ininterrottamente la regione siriana.

Le dichiarazioni del diplomatico russo sono in seguito al perpetuarsi dei bombardamenti nel territorio siriano del Ghouta orientale per il quarto giorno consecutivo. I raid aerei, condotti dalle forze del governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad, sono iniziati nella serata di domenica 18 febbraio. Al momento, bilancio delle vittime è di circa 335 civili, tra cui più di 60 bambini, e di centinaia di feriti, colpiti da più di 170 raid aerei. Gli ultimi bombardamenti hanno colpito la città di Douma nella mattinata di giovedì 22 febbraio, quando circa 200 proiettili hanno causato la morte di 13 civili, tra i quali 4 bambini.

In merito alla strage di civili del Ghouta si è espresso anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il quale, mercoledì 21 febbraio, ha chiesto la fine immediata dei combattimenti, affermando che “400.000 persone stanno vivendo un inferno sulla Terra”. In questo contesto, Guterres ha dichiarato: “È una tragedia umanitaria che si sta svolgendo davanti ai nostri occhi e non credo che possiamo lasciare che le cose continuino in questo modo terribile”.

Il Consiglio di Sicurezza deve deliberare in merito a una bozza di Risoluzione che impone una tregua di 30 giorni in Siria, per consentire la consegna di aiuti umanitari e le evacuazioni mediche. Il progetto prevede che la tregua entri in vigore 72 ore dopo l’adozione della Risoluzione e che la consegna degli aiuti umanitari e le evacuazioni mediche inizino dopo 48 ore. Oltre a ciò, la bozza chiede la fine immediata di tutti gli assedi, tra i quali quello del Ghouta orientale, di Yarmouk, di Foua e di Kefraya. La misura era stata presentata il 9 febbraio da parte della Svezia e del Kuwait, ma le negoziazioni sono ancora in corso, a causa dell’opposizione della Russia. In questo contesto, il progetto specifica che il cessate il fuoco non verrà applicato allo Stato Islamico o ad Al-Qaeda, consentendo al governo siriano di continuare la sua offensiva contro i jihadisti presenti nel governatorato di Idlib. Si teme che Mosca possa esercitare il diritto di veto sull’adozione della Risoluzione, considerandola un modo per colpire il proprio alleato siriano, Bashar Al-Assad.

In merito alla bozza di Risoluzione, giovedì 22 febbraio, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato che Mosca considererà la possibilità di sostenere la misura del Consiglio di Sicurezza, a patto che la tregua non valga anche nei confronti dello Stato Islamico e dei gruppi legati ad Al-Qaeda.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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