Cile: arriva l’inviato del Papa a indagare sugli abusi su minori

Pubblicato il 22 febbraio 2018 alle 6:07 in America Latina Cile

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L’arcivescovo di Malta, monsignore Charles Scicluna, ha anticipato il suo arrivo in Cile per avviare le indagini volte a far luce sui casi di complicità delle alte gerarchie ecclesiastiche del paese in alcuni scandali di abusi sessuali su minori nella chiesa.

Scicluna è il pubblico ministero del tribunale della Congregazione per la Dottrina della Fede, addetto ad investigare i delicta graviora, e dovrà poi fare relazione al papa Francesco il prossimo 26 febbraio. La relazione, tuttavia, potrebbe essere rimandata a causa di un intervento urgente alla cistifellea che l’alto prelato maltese ha dovuto subire il 21 febbraio a Santiago.

Attualmente le indagini si concentrano sul presunto occultamento da parte del vescovo Juan Barros della colpevolezza del sacerdote Fernando Karadima, condannato per abusi sessuali su minorenni. Su questo caso monsignor Scicluna ha già raccolto una testimonianza a New York prima di giungere a Santiago.

In un comunicato, la Conferenza Episcopale del Cile ha segnalato che l’inviato del Santo Padre “ascolterà tra martedì e venerdì prossimi tutti coloro che vorranno apportare elementi sulla situazione di monsignor Juan Barros”. 

L’intero processo si svolgerà nella sede della Nunziatura Apostolica a Santiago, dove l’alto prelato maltese riceverà, tra gli altri, le testimonianze del medico James Hamilton e di Juan Andrés Murillo che si aggiungeranno alla dichiarazione di Juan Carlos Cruz, raccolta a New York

Le tre persone sono state vittime di Karadima, un prete sospeso a divinis dalla chiesa ma sanzionato solo con punizioni di penitenze ed isolamento, senza conseguenze penali. 

Il vescovo Barros è il centro della polemica scoppiata in gennaio durante la visita del Sommo Pontefice in Cile, occasione in cui papa Francesco aveva difeso il prelato, causando reazioni negative e manifestazioni violente nel paese andino. La reazione dei cileni ha convinto il Santo Padre ad intraprendere azioni più efficaci nel tentativo di evitare errori commessi in passato che hanno fortemente indebolito la chiesa cilena. In gennaio, il Papa aveva condannato in modo energico gli abusi dei ministri della chiesa ed aveva chiesto perdono alla cittadinanza in occasione dell’incontro ufficiale con la Presidente del Cile al Palazzo della Moneda, ma in seguito aveva, inspiegabilmente secondo l’opinione pubblica cilena, ha difeso il vescovo Barros

“Monsignore Scicluna ha pianto con me mentre gli raccontavo l’accaduto. Ho sentito una compassione molto grande da parte sua; credo che ci sia serietà nella sua missione. Spero che quelli che andranno a testimoniare in Cile sentano la stessa sensazione”,ì – ha commentato Juan Carlos Cruz, che ora esercita la professione di giornalista e vive a Filadelfia.

Il pubblico ministero del Vaticano ha previsto anche di riunirsi con i Laici di Osorno, un’organizzazione che ha sede nella città del Cile meridionale dove Barros è vescovo e che ne esige le dimissioni.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino 

di Redazione

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