Messico: trovati morti poliziotti sequestrati

Pubblicato il 20 febbraio 2018 alle 6:06 in America Latina Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La procura generale messicana ha confermato lunedì 19 febbraio che i resti umani trovati lo scorso venerdì nello stato di Nayarit, nel nord-ovest del paese, appartengono agli agenti Octavio Martínez e Alfonso Hernández, della polizia nazionale, sequestrati il 5 febbraio dal cartello Jalisco Nueva Generación.

La procura ha reso noto che per l’identificazione sono state necessarie approfondite indagini di medicina forense.

I due agenti erano stati sequestrati il 5 febbraio. Una settimana dopo era stato reso noto un video in cui Octavio Martínez e Alfonso Hernández apparivano nelle mani di sequestratori armati, che le autorità hanno identificato come appartenenti al cartello della droga Jalisco Nueva Generación, considerato uno dei più violenti del Messico.

Le tracce dei due agenti erano state perse nel paese costiero di Bucerías, stato di Nayarit, limitrofo alla località turistica di Puerto Vallarta, nello stato di Jalisco e territorio del famigerato cartello della droga. Venerdì 16 febbraio resti umani sono stati ritrovati nel comune di Xalisco, poche decine di chilometri a nord-est di Bucerías.

Lo stato di Nayarit è territorio conteso tra il cartello Jalisco Nueva Generación e il Cartello di Sinaloa, da cui il primo si è reso indipendente tra il 2010 e il 2011. 

Nel video i due agenti confessavano di essere giunti in città per svolgere opera di intelligence su ordine dei ministeri dell’interno, della difesa e della marina militare. Aggiungevano inoltre di avere avuto licenza di operare liberamente, in accordo con la marina, al fine di eliminare tutti gli obiettivi prestabiliti. Avevano “permesso di torturare, rubare e uccidere senza pietà per donne, vecchi e bambini”. La Procura Generale ha smentito le dichiarazioni estorte ai due poliziotti sequestrati, assicurando che si trovavano nello stato di Nayarit per una festa familiare.

Martínez ed Hernández, rispettivamente di 26 e 28 anni, lavoravano per l’Agenzia Investigativa Criminale della Polizia Federale da poco più di un anno, rendono noto le forze di sicurezza messicane. 

Il presidente Peña Nieto ha condannato il brutale omicidio ed ha assicurato che la procura lavora per assicurare i responsabili alla giustizia.

Nelle scorse settimane il governo messicano aveva deciso di schierare 5000 agenti della polizia in più nelle località turistiche e in alcune zone sensibili del paese per contrastare la criminalità legata al narcotraffico indipendentemente dalla guerra ai narcos affidata sin dal 2010 all’esercito e alla marina militare. Tra i territori interessati lo stato di Jalisco.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.